Quarto Costituto
Venezia, 2 giugno 1592.
Venezia, 2 giugno 1592.
Interrogatus se oltre le cose da lui deposte, habbia ne suoi scritti o raggionamenti detto o scritto alcuna altra cosa contra le determinationi catholice et che direttamente o indirettamente s'oppongano alla santa fede et quali,
Respondit: Io credo che nelle mie opere si troveranno scritte molte cose, quali saranno contrarie alla fede catholica, et che parimente nelli raggionamenti haverò detto cose ch'haveranno potuto apportar scandalo; ma però io non ho detto nè scritte queste cose ex professo, nè per impugnar direttamente la fede catholica, ma fondandomi solamente nelle raggioni filosofiche o recitando le opinioni de heretici.
Interrogatus se lui habbia scritto o detto alcuna cosa intorno l'incarnazione della seconda persona, et che opinione habbi havuto in ciò,
Respondit: Io non ho scritto, nè meno so di haver mai raggionato alcuna cosa della incarnatione della seconda persona; ma in quanto al mio credere, ho ben dubitato tra me stesso, come ho già detto nel precedente mio constituto, come il Verbo se sia incarnato.
Ad interrogationem congruam respondit: Per maggior dechiaratione di quanto ho detto questa mattina, io dico d'haver tenuto et creduto vi sia un Dio distinto in Padre in Verbo et in Amore, che è il Spirito divino, et sono tutti questi tre un Dio in essentia; ma non ho potuto capir, et ho dubitato, che queste tre possino sortir nome di persone; poichè non mi pareva che questo nome di persona convenisse alla divinità, confortandomi a questo le parole di san Augustino, che dice: "Cum formidine proferimus hoc nomen personae, quando loquimur de divinis, et necessitate coacti utimur"; oltra che nel Testamento vecchio et novo non ho trovato nè letto questa voce, nè forma de parlar.
Interrogatus: Havendo voi dubitato dell'incarnazione del Verbo, che opinione havete havuto di Christo?
Respondit: Io ho stimato che la divinità del Verbo assistesse a quell'humanità de Christo individualmente, et non ho possuto capire che fosse una unione ch'havesse similitudine di anima et di corpo, ma una assistentia tale, per la quale veramente si potesse dire di questo huomo che fosse Dio et di questa divinità che fosse homo. Et la causa è stata, perchè tra la substantia infinita et divina, et finita et humana, non è proportione alcuna come è tra l'anima et il corpo, o qual si voglian due altre cose le quali possono fare uno subsistente. Et per questo credo che sant'Agustino ancora temesse di proferir quel nome "persona" in questo caso, che hora non mi riccordo in che loco sant'Agustino lo dica. Sì che per conclusione, quanto al dubio dell'incarnazione, credo haver vacillato nel modo inefabile di quella, ma non già contra l'autorità della divina scrittura, la quale dice: "Verbum caro factum est", et nel simbolo: "Et incarnatus est" etc.
Ei dictum: Rispondete precisamente che opinione havete havuto et tenete di Christo, poichè di sopra dite di credere di haver vacillato nel modo, et havete ancor detto già di esser stato molto tempo in dubio intorno l'incarnazione del Verbo.
Respondit: Che il dubio, che ho avuto intorno all'incarnatione, è stato che me pareva non tenere theologicamente dicendo che la divinità fosse con la humanità in altra forma che per modo di assentia, come ho detto già; dal che non inferiva cosa contra la divinità de Christo et del supposito divino che si chiama Christo.
Interrogatus che opinione habbi havuto intorno li miracoli, attioni et morte de Christo, et se di ciò habbi mai raggionato alcuna cosa contra le determinationi catholice.
Respondit: Io ho tenuto tutto quello che tiene la santa madre Chiesa catholica, si bene quanto alli miracoli ho detto che sono testimonio della divinità, ma maggior testimonio de essi è la legge evangelica appresso di me, perchè delli miracoli disse il Signore: "Et maiora his facient". Et in questo me occorse ancora che, benchè altri fanno li miracoli, come li apostoli, quelli sono in virtù de Christo; di sorte, benchè quanto all'esterno effetto pare medesmo miracolo de Chirsto et dell'apostolo o santo, tuttavolta questo fa per propria, quello per altrui virtù; et però ho tenuto che li miracoli di Christo fossero divini, veri, reali et non apparenti, nè mai ho pensato, non che detto nè creduto, cosa in contrario di questo.
Ei dictum: Havete raggionato mai intorno il sacrificio della santa messa et dell'ineffabile transubstantiatione del corpo e del sangue di Christo, che in quella fase si fa sotto spetie di pane et vino? et che cosa havete tenuto et creduto in questo proposito?
Respondit: Io non ho mai parlato del sacrificio della messa, nè di questa transubstantiatione, se non nel modo che tiene la santa Chiesa; et ho sempre tenuto et creduto, come tengo et credo, che si faccia la transubstantiatione del pane et vino in corpo et sangue di Christo realmente et substantialmente, come tiene la Chiesa. Et io non son stato alla messa per rispetto dell'impedimento della scomunica, per essere apostata, come ho già detto; son però stato alli vesperi et prediche fuori del choro, et questa quadragesima ancora ho frequentato la chiesa de san Zuane e Paulo et de santo Steffano. Et se bene per molti anni io ho pratticato con Calvinisti, Lutherani et altra sorte de heretici, non però ho dubitato nè tenuto contra la transubstantiatione del sacramento dell'altare, nè tenuto altre opinioni loro contra li altri sacramenti; et quanto ho peccato intorno alla fede, l'ho detto di sopra da me stesso spontaneamente, senza che altro me lo improperi. Perchè non so d'haver raggionato con alcuno queste opinioni che ho detto di sopra; et il pratticar che ho fatto con heretici, leggendo, raggionando et disputando, sempre ho trattato di materie filosofiche, nè mai ho comportato che da loro me sia trattato de altro; anci, che per questo son stato ben visto da Calvinisti, da Lutherani et da altri heretici, perchè me tenevano da filosofo et vedevan che non me impacciava nè me intrometteva nelle loro opinioni. Anci, che da loro era tenuto più tosto de nessuna religione, più tosto che io credesse quanto tenevano loro: il che concludevano, perchè sapevano che io era stato in diverse parti senza haver communicato nè accettato la religione di alcuno di loro.
Interrogatus se hai mai raggionato contra le cose da lui hora deposte, cioè che Christo non fosse Dio ma un tristo, et facendo opere triste poteva ancor predire la sua morte, si ben poi mostrò di morire mal volentieri.
Respondit: Io mi meraviglio che se me facci questa interrogatione, non havendo mai havuto simil opinioni, nè detto tal cosa, nè pensato contra quello, che ho detto pocco fa della persona de Christo, che è ch'io tengo quello che tiene la santa madre Chiesa.
Et cum haec diceret, plurimum se contristavit, repplicando: Non so come se me imputano queste cose.
Ei dictum: Havendo voi raggionato dell'incarnatione del Verbo, che cosa havete tenuto intorno il parto della Vergine Maria del detto Verbo?
Respondit: Io ho tenuto che sia concetto de Spirito santo, nato di Maria sempre vergine; et quando si trovarà ch'io habbi detto o tenuto contrario a questo, mi sottopongo a ogni pena.
Ei dictum: Sapete quanto importi et di che effetto sia il sacramento delle penitenza?
Respondit: Io so che il sacramento della penitenza è ordinato pur purgar li peccati nostri; nè mai, mai, mai di questa materia ho parlato; et ho sempre tenuto che chi more in peccato mortale, va dannato.
Et ad interrogationem dixit: Sono da sedici anni incirca che io non mi sono mai presentato al confessore, eccetto dui volte; una volta in Tolosa da un iesuito; et un'altra volta in Parisi a un altro iesuito, mentre trattavo, per mezo di monsignor Vescovo di Bergomo, allora nontio in Paris, et di don Bernardin di Mendoza de ritornar nella religione, con intentione di confessarmi. Et loro me dissero che non potevano assolverme per esser apostata, et che non potevo andar alli divini offitii. Et per questo son poi restato de confessarmi et de andar a messa, con intentione però di uscire una volta da queste censure et de viver christianamente et da religioso; et quando peccavo, ho sempre domandato perdono al signor Iddio, et me sarei anco confessato volontieri, se havesse potuto, perchè di questo sacramento, come de tutti li altri, non ho mai dubitato cosa alcuna, tenendo fermamente che li peccatori impenitenti sono dannati et vanno all'inferno.
Ei dictum: Adonque voi tenete che l'anime siano immortali et che non passino d'un corpo ad un altro, come si ha informatione che habbiate già detto?
Respondit: Io ho tenuto et tengo che l'anime siano immortali et che siano substantie subsistente, cioè l'anime intellettive, et che, catholicamente parlando, non passino da un corpo all'altro, ma vadino o in paradiso o in purgatorio o in inferno; ma ho ben raggionato, et seguendo le raggion filosofiche, che, essendo l'anima subsistente senza il corpo et inexistente nel corpo, possa col medemo modo che è in un corpo essere in un altro, et passar de un corpo in un altro: il che se non è vero, par almeno verisimile l'opinione di Pittagora.
Ei dictum: Havete voi versato ne' studii theologici et sette instrutto delle catholiche rissolutioni?
Respondit: Non molto, havendo atteso alla filosofia, chè questa è stata la mia professione.
Ei dictum: Havete voi mai vituperato li theologi et le determinationi da loro fatte, dicendo che la dottrina loro sia vanità et simil altre parole opprobiose?
Respondit: Parlando de' theologi c'hanno interpretato et interpretano la sacra scrittura secondo la determinazione della santa madre Chiesa, io non ne ho mai parlato se non bene; posso bene haver detto qualcosa di alcuno particulare, et biasmato, come sarebbe a dir, qualche theologo lutherano od altri heretici; ma de' theologi catholici io ne ho sempre fatto stima, et particularmente di san Thomaso, le cui opere le ho sempre tenute appresso di me, lette et studiate, et reputatole, et al presente ne ho et le tengo molto care.
Ei dictum: Quali avete voi stimato per theologi heretici?
Respondit: Tutti quelli quali fanno professione di theologia, ma non convengono però con la Chiesa romana, io li ho tenuti et tengo per heretici.
Ei dictum: Havete letto libri de simili theologi heretici, et quali?
Respondit: Io ho letto libri di Melanthone, di Luthero, di Calvino et de altri heretici oltramontani, non già per imparar la loro dottrina nè per valermene, stimandoli io più ignoranti di me, ma li ho letti per curiosità; et questi libri mai li ho tenuti appresso di me, intendendo de quelli che ex professo trattano de materie contrarie et repugnante alla fede catholica, chè bene ho tenuto appresso di me altri libri de auttori dannati, come di Raimondo Lullio et altri, che hanno trattato di materie filosofiche.
Et ad interrogationem respondit: Io disprezzo li sopradetti heretici et dottrine loro, perchè non meritano nome di theologi ma de pedanti; ma de' dottori ecclesiastici catholici io ne fo quella stima che devo, et particularmente di san Thomaso, che ho sempre, come ho detto di sopra, stimato, et amato da me come l'anima mia. Et che sia la verità, ecco che nel mio libro intitolato 'De monade, numero et figura', carte o pagine 89, dico in lode de san Thomaso quanto potete vedere, ostendens in dicto libro infrascripta verba videlicet: "ille omnis cuiuscumque theologantium generis, et Peripatheticorum in spetie philosophantum, honor atque lux, Thomas Aquinas, omnem..." etc.
Ei dictum: Come havete havuto donque l'ardire di nominar le fede catholica piena di biasteme et de nissun merito appresso Iddio?
Respondit: Mai ho detto tal cosa nè in scrittura, nè in voce, nè in pensamento.
Interrogatus: Quante cose sono necessarie alla salute?
Respondit: La fede, speranza et charità.
Ei dictum: Saranno necessarie per la salute le buone opere, overo basterà non far ad altri quel che non vorressimo che fosse fatto a noi, et vivere moralmente?
Respondit: Io ho sempre tenuto et tengo che siano necessarie per la salute le buone opere; et che ciò sia vero, leggasi il mio libro intitolato 'De causa, principio et uno', overo 'De infinito, universo et mondo', fol.19, dial. primo, che se vederò che io dico in particular queste parole, oltra molte altre cose per comprobatione che le opere oltra la fede siano necessarie alla salute; dove dico: "questa spetie de religiosi, li quali insegnano li popoli a confidare senza l'opera, la quale è fine de tutte le religioni, essere più degna di essere estirpata dalla terra che serpi, draghi et altri animali pernitiosi alla natura humana; perchè li popoli barbari per tal confidenza devengono più barbari, et quelli che sono naturalmente buoni devengono cattivi, così persuasi", volendo io intendere, quando dico "religiosi", tali religiosi, che cusì si chiamano tra loro, religione reformata, essendo diformatissima.
Interrogatus se de' religiosi catholici habbi mai raggionato vituperandoli particularmente quando tengono entrate;
Respondit: Io non solamente non ho vituperato in modo alcuno li religiosi per conto alcuno, et nè meno in particulare, perchè non habbino entrate; anzi per il contrario ho biasmato quando li religiosi, per non haver entrata, son forciati a mendicar; et mi son maravigliato in Francia, havendo veduto certi sacerdoti andar per le strade con li messali aperti a mendicare.
Interrogatus se ha mai detto che il viver delli religiosi non sia conforme a quello delli apostoli;
Respondit: Io mai ho detto tal cosa, nè tenuta. Et cum hoc diceret, elevabat manus, et admirabatur, exagerando, quod de his et aliis huiusmodi interrogaretur.
Interrogatus se ha mai detto che per la mala vita de' religiosi il mondo non poteva durare cusì, et che niuna religione era buona, et che ciascaduna haveva bisogno de gran regula, particularmente la catholica, dando ad intendere che presto si sarebbe veduto una reforma generale;
Respondit: Io non ho mai detto cosa alcuna in questo proposito, nè tenuto.
Interrogatus se hai mai biasmato l'uso che tiene la santa madre Chiesa per conservar il popolo christiano nella via del Signore, et quando procede contra quelli che desviano dalla fede catholica, dicendo che li apostoli con le predicationi et essempii di buona vita convertivano le genti, et che hora chi non vuol essere catholico bisogna che provi il castigo, perchè si procede contra de lui non con amor ma con forcia;
Respondit: è vero che io me riccordo d'haver detto che li apostoli facevano più con la loro predicatione, buona vita, essempi et miracoli, che con la forcia che si possa far oggi, non negando però per questo qualsivoglia remedio che usi la santa Chiesa contra li heretici et mali christiani; et da quel che ho detto di sopra et mostrato nel mio libro, dove dico che bisognarebbe estirpar costoro che sotto pretesto di religione et riforma levano le opere, et in molti altri luochi delle mie opere, si può far giuditio se ho biasmato et biasmo questa sorte de rimedii di proceder con li debiti castighi contra li ostinati.
Subdens ad interrogationem: Ho voluto dir quanto ho detto, che li apostoli operavano più con le loro predicationi, bona vita, essempi et miracoli, che non opera hora la forcia che s'usa contra quelli che non vogliono esser catholici; c hè, non riprobando questo modo, approbo l'altro.
Et ei dictum che questa risposta forsi procederebbe se a questi tempi ancora la santa Chiesa havesse tanti miracoli come haveva al tempo di apostoli et nel suo primiero stato; ma poichè la bontà del Signor Iddio non permette che adesso se vedano miracoli se non di raro, et persone anco tanto ritirate che se possano paragonar alli apostoli, non segue quel che egli ha detto per risposta conveniente; però dica in effetto che cosa in somma ha voluto et vuol dire.
Respondit: Io credo potersi far comparatione dal presente stato al passato, et dico che quelli operavano quello et in tal modo, che et in qual modo non si opera hoggi, si bene non mancano predicatori et persone essemplari che con la loro bona vita et dottrina possono facilmente indur la gente a imitarli et credere; ma forsi è per la malignità del mondo et di questi tempi.
Interrogatus se esso constituto ha mai detto che li miracoli, che faceva Gesù Christo et li apostoli, erano miracoli apparenti et fatti per arte magica et non veri; et che a esso constituto sarebbe bastato l'animo di far li medemi et maggiori, et che voleva all'ultimo farsi correr dietro tutto il mondo;
Respondit extollendo ambas manus et dicendo: Che cosa è questa? chi è stato che ha trovato queste diavolarie? Io non ho mai detto tal cosa, nè mai mi passò per l'imaginatione tal cosa. O Dio, che cosa è questa? io vorria esser più tosto morto che mi fosse sta' proposto questa cosa.
Interrogatus se, parlando della dottrina di apostoli et delli dottori della Chiesa et del creder della fede nostra, ha detto: "Vederete quel che avanciarete con questo vostro credere! Aspettate il giuditio, chè all'hora vederete il premio delli vostri meriti!"
Respondit: Io non ho mai dette queste cose, signor mio. Vedasi li mei libri, chè, si bene sono profano, non ho però mai detto nè pensato tal cosa; et dalli mei libri si può veder che non ho mai havuto tal pensiero.
Interrogatus che opinione ha esso constituto del peccato della carne fuori del sacramento del matrimonio?
Respondit: Quanto a questo io ne ho parlato qualche volta, dicendo che il peccato della carne, parlando in genere, era il minor peccato delli altri, et in spetie il peccato dell'adulterio era il maggior peccato delli altri della carne, levato il peccato contra natura; et ho fatto che il peccato della simplice fornicatione sia tanto leggiero che fosse vicino al peccato veniale. Questo sì che ho detto qualche volta; et so et conosco de haver detto errore, perchè mi ricordo che San Paulo dice, "quod fornicarii non possidebunt regnum Dei". Subdens ex se: L'ho però detto per leggerezza et trovandomi in compagnia et raggionando di cose otiose et mondane.
Interrogatus se mai ha detto che la Chiesa ha fatto gran peccato a constituir peccato questo della carne, col quale si serve così bene alla natura; et che ha per grandissimo merito usar con donne, o parole simili;
Respondit: Io non ho mai detto tal cosa, chè ben so che è peccato qualsivoglia atto carnale, dal matrimonio in poi, parlando e moralmente e secondo la legge christiana; et se ho detto che la fornicatione si può parangonare al peccato veniale per vicinanza et ho allegerito questo peccato più di quello che dovevo, è stato, come ho detto, per leggerezza et per trastullo della compagnia, che perchè non habbi creduto et credi che non sii peccato mortale.
Ei dicentibus dominis, che esso constituto non si deve maravigliare che gli siano fatte queste interroganze, perchè, oltra che ve n'è al Santo Offitio informatione, essendo esso constituto stato in tanti paesi, città et luochi d'heretici et pratticato et conversato con loro, et essendo stato alle sue prediche, si può creder, per le cose che lui ha confessato, che possa haver detto et tenuto che Christo non sia figliuolo de Iddio, nè se sia incarnato et nato della beata Vergine, et che la humanità et divinità fosse nella sola ippostase; et ch'habbi detto che era un mago et che li suoi miracoli erano apparenti, et che non era maraviglia che predicesse la morte sua opprobriosa, facendo opere male; et che la fede de Christo è piena di biasteme; et che la religione non son buone, ma bisognarebbe levarle et levarli anco l'entrate; negando la stranssubstantiatione del pane et vino nel corpo et sangue del Nostro Signore, et la virtù delli altri sacramenti et che habbino havuto efficacia dalla passione di esso Giesù Christo; et che la penitentia sia superflua per la salute dell'anime; et che 'l peccato della carne non sia peccato; et che la Chiesa habbi fatto grand'errore a prohibirlo, essendo tant'utile alla natura; et che in somma habbi detto, tenuto et creduto tutto quello di che è stato interrogato et delato a questo Sant'Offitio. Però si vuol pregar et supplicar con ogni affetto che, ritornato a sè, poichè ha mostrato in alcune cose di voler riconoscer li errori suoi, continui a scaricarsi la coscientia et a dir la verità, potendosi persuader che da esso Tribunal haverà ogni sorte di amorevolezza possibile, necessaria et espediente per la saluta dell'anima sua; et sopra il tutto confessi precisamente et distintamente li errori et heresie, detti, tenuti et creduti contra la fede catholica, et se altre volte è mai stato inquisito da simil Tribunali et condannato, et da quale et dove et sopra quali articuli, facendo una destesa confessione, chiara, vera et aperta de tutta la vita sua, così mentre che è stato nella religione, come fuori, a fine che possa consequir l'intento et scoppo che deve essere il fine di ogni suo operatione et pensiero, che è di esser ricevuto nel gremio della santa madre Chiesa et fatto membro di Giesù Christo. Non lasciando de dirli che, se persevererà ostinatamente in negar cosa della quale siate poi convento, pertinente alla fede catholica et contra la determinatione di santa Chiesa, non ve haverete da maravigliare se il Santo Offitio procederà contra di voi con quelli termini di iustitia che suol et può usar contra li impenitenti et che non vogliono riconoscer la misericordia del Signor Iddio; et quanto questo Santo Offitio ha a caro di ridur con pietà et charità christiana quelli che si ritrovano nelle tenebre alla luce, et fuori della via retta al camino de vita eterna.
Respondit: Così Iddio mi perdoni li mei peccati, come ho detto la verità in tutte le cose che mi sono state dimandate et che mi sono riccordato; ma per maggior mia contentezza et soddisfattione andarò anco pensando maggiormente a' fatti miei; et se mi occorrerà alla memoria cosa alcuna che habbi detto o fatto contra la fede christiana et catholica, la dirò liberamente; et così protesto de haver detto il giusto et vero, et de dirlo per l'avenir, et confido di non esser mai convinto in altro.
Et cum hora esset tarda, fuit remissus ad locum suum, animo etc., cum monitione etc.
Ei dictum: Havete voi versato ne' studii theologici et sette instrutto delle catholiche rissolutioni?
Respondit: Non molto, havendo atteso alla filosofia, chè questa è stata la mia professione.
Ei dictum: Havete voi mai vituperato li theologi et le determinationi da loro fatte, dicendo che la dottrina loro sia vanità et simil altre parole opprobiose?
Respondit: Parlando de' theologi c'hanno interpretato et interpretano la sacra scrittura secondo la determinazione della santa madre Chiesa, io non ne ho mai parlato se non bene; posso bene haver detto qualcosa di alcuno particulare, et biasmato, come sarebbe a dir, qualche theologo lutherano od altri heretici; ma de' theologi catholici io ne ho sempre fatto stima, et particularmente di san Thomaso, le cui opere le ho sempre tenute appresso di me, lette et studiate, et reputatole, et al presente ne ho et le tengo molto care.
Ei dictum: Quali avete voi stimato per theologi heretici?
Respondit: Tutti quelli quali fanno professione di theologia, ma non convengono però con la Chiesa romana, io li ho tenuti et tengo per heretici.
Ei dictum: Havete letto libri de simili theologi heretici, et quali?
Respondit: Io ho letto libri di Melanthone, di Luthero, di Calvino et de altri heretici oltramontani, non già per imparar la loro dottrina nè per valermene, stimandoli io più ignoranti di me, ma li ho letti per curiosità; et questi libri mai li ho tenuti appresso di me, intendendo de quelli che ex professo trattano de materie contrarie et repugnante alla fede catholica, chè bene ho tenuto appresso di me altri libri de auttori dannati, come di Raimondo Lullio et altri, che hanno trattato di materie filosofiche.
Et ad interrogationem respondit: Io disprezzo li sopradetti heretici et dottrine loro, perchè non meritano nome di theologi ma de pedanti; ma de' dottori ecclesiastici catholici io ne fo quella stima che devo, et particularmente di san Thomaso, che ho sempre, come ho detto di sopra, stimato, et amato da me come l'anima mia. Et che sia la verità, ecco che nel mio libro intitolato 'De monade, numero et figura', carte o pagine 89, dico in lode de san Thomaso quanto potete vedere, ostendens in dicto libro infrascripta verba videlicet: "ille omnis cuiuscumque theologantium generis, et Peripatheticorum in spetie philosophantum, honor atque lux, Thomas Aquinas, omnem..." etc.
Ei dictum: Come havete havuto donque l'ardire di nominar le fede catholica piena di biasteme et de nissun merito appresso Iddio?
Respondit: Mai ho detto tal cosa nè in scrittura, nè in voce, nè in pensamento.
Interrogatus: Quante cose sono necessarie alla salute?
Respondit: La fede, speranza et charità.
Ei dictum: Saranno necessarie per la salute le buone opere, overo basterà non far ad altri quel che non vorressimo che fosse fatto a noi, et vivere moralmente?
Respondit: Io ho sempre tenuto et tengo che siano necessarie per la salute le buone opere; et che ciò sia vero, leggasi il mio libro intitolato 'De causa, principio et uno', overo 'De infinito, universo et mondo', fol.19, dial. primo, che se vederò che io dico in particular queste parole, oltra molte altre cose per comprobatione che le opere oltra la fede siano necessarie alla salute; dove dico: "questa spetie de religiosi, li quali insegnano li popoli a confidare senza l'opera, la quale è fine de tutte le religioni, essere più degna di essere estirpata dalla terra che serpi, draghi et altri animali pernitiosi alla natura humana; perchè li popoli barbari per tal confidenza devengono più barbari, et quelli che sono naturalmente buoni devengono cattivi, così persuasi", volendo io intendere, quando dico "religiosi", tali religiosi, che cusì si chiamano tra loro, religione reformata, essendo diformatissima.
Interrogatus se de' religiosi catholici habbi mai raggionato vituperandoli particularmente quando tengono entrate;
Respondit: Io non solamente non ho vituperato in modo alcuno li religiosi per conto alcuno, et nè meno in particulare, perchè non habbino entrate; anzi per il contrario ho biasmato quando li religiosi, per non haver entrata, son forciati a mendicar; et mi son maravigliato in Francia, havendo veduto certi sacerdoti andar per le strade con li messali aperti a mendicare.
Interrogatus se ha mai detto che il viver delli religiosi non sia conforme a quello delli apostoli;
Respondit: Io mai ho detto tal cosa, nè tenuta. Et cum hoc diceret, elevabat manus, et admirabatur, exagerando, quod de his et aliis huiusmodi interrogaretur.
Interrogatus se ha mai detto che per la mala vita de' religiosi il mondo non poteva durare cusì, et che niuna religione era buona, et che ciascaduna haveva bisogno de gran regula, particularmente la catholica, dando ad intendere che presto si sarebbe veduto una reforma generale;
Respondit: Io non ho mai detto cosa alcuna in questo proposito, nè tenuto.
Interrogatus se hai mai biasmato l'uso che tiene la santa madre Chiesa per conservar il popolo christiano nella via del Signore, et quando procede contra quelli che desviano dalla fede catholica, dicendo che li apostoli con le predicationi et essempii di buona vita convertivano le genti, et che hora chi non vuol essere catholico bisogna che provi il castigo, perchè si procede contra de lui non con amor ma con forcia;
Respondit: è vero che io me riccordo d'haver detto che li apostoli facevano più con la loro predicatione, buona vita, essempi et miracoli, che con la forcia che si possa far oggi, non negando però per questo qualsivoglia remedio che usi la santa Chiesa contra li heretici et mali christiani; et da quel che ho detto di sopra et mostrato nel mio libro, dove dico che bisognarebbe estirpar costoro che sotto pretesto di religione et riforma levano le opere, et in molti altri luochi delle mie opere, si può far giuditio se ho biasmato et biasmo questa sorte de rimedii di proceder con li debiti castighi contra li ostinati.
Subdens ad interrogationem: Ho voluto dir quanto ho detto, che li apostoli operavano più con le loro predicationi, bona vita, essempi et miracoli, che non opera hora la forcia che s'usa contra quelli che non vogliono esser catholici; c hè, non riprobando questo modo, approbo l'altro.
Et ei dictum che questa risposta forsi procederebbe se a questi tempi ancora la santa Chiesa havesse tanti miracoli come haveva al tempo di apostoli et nel suo primiero stato; ma poichè la bontà del Signor Iddio non permette che adesso se vedano miracoli se non di raro, et persone anco tanto ritirate che se possano paragonar alli apostoli, non segue quel che egli ha detto per risposta conveniente; però dica in effetto che cosa in somma ha voluto et vuol dire.
Respondit: Io credo potersi far comparatione dal presente stato al passato, et dico che quelli operavano quello et in tal modo, che et in qual modo non si opera hoggi, si bene non mancano predicatori et persone essemplari che con la loro bona vita et dottrina possono facilmente indur la gente a imitarli et credere; ma forsi è per la malignità del mondo et di questi tempi.
Interrogatus se esso constituto ha mai detto che li miracoli, che faceva Gesù Christo et li apostoli, erano miracoli apparenti et fatti per arte magica et non veri; et che a esso constituto sarebbe bastato l'animo di far li medemi et maggiori, et che voleva all'ultimo farsi correr dietro tutto il mondo;
Respondit extollendo ambas manus et dicendo: Che cosa è questa? chi è stato che ha trovato queste diavolarie? Io non ho mai detto tal cosa, nè mai mi passò per l'imaginatione tal cosa. O Dio, che cosa è questa? io vorria esser più tosto morto che mi fosse sta' proposto questa cosa.
Interrogatus se, parlando della dottrina di apostoli et delli dottori della Chiesa et del creder della fede nostra, ha detto: "Vederete quel che avanciarete con questo vostro credere! Aspettate il giuditio, chè all'hora vederete il premio delli vostri meriti!"
Respondit: Io non ho mai dette queste cose, signor mio. Vedasi li mei libri, chè, si bene sono profano, non ho però mai detto nè pensato tal cosa; et dalli mei libri si può veder che non ho mai havuto tal pensiero.
Interrogatus che opinione ha esso constituto del peccato della carne fuori del sacramento del matrimonio?
Respondit: Quanto a questo io ne ho parlato qualche volta, dicendo che il peccato della carne, parlando in genere, era il minor peccato delli altri, et in spetie il peccato dell'adulterio era il maggior peccato delli altri della carne, levato il peccato contra natura; et ho fatto che il peccato della simplice fornicatione sia tanto leggiero che fosse vicino al peccato veniale. Questo sì che ho detto qualche volta; et so et conosco de haver detto errore, perchè mi ricordo che San Paulo dice, "quod fornicarii non possidebunt regnum Dei". Subdens ex se: L'ho però detto per leggerezza et trovandomi in compagnia et raggionando di cose otiose et mondane.
Interrogatus se mai ha detto che la Chiesa ha fatto gran peccato a constituir peccato questo della carne, col quale si serve così bene alla natura; et che ha per grandissimo merito usar con donne, o parole simili;
Respondit: Io non ho mai detto tal cosa, chè ben so che è peccato qualsivoglia atto carnale, dal matrimonio in poi, parlando e moralmente e secondo la legge christiana; et se ho detto che la fornicatione si può parangonare al peccato veniale per vicinanza et ho allegerito questo peccato più di quello che dovevo, è stato, come ho detto, per leggerezza et per trastullo della compagnia, che perchè non habbi creduto et credi che non sii peccato mortale.
Ei dicentibus dominis, che esso constituto non si deve maravigliare che gli siano fatte queste interroganze, perchè, oltra che ve n'è al Santo Offitio informatione, essendo esso constituto stato in tanti paesi, città et luochi d'heretici et pratticato et conversato con loro, et essendo stato alle sue prediche, si può creder, per le cose che lui ha confessato, che possa haver detto et tenuto che Christo non sia figliuolo de Iddio, nè se sia incarnato et nato della beata Vergine, et che la humanità et divinità fosse nella sola ippostase; et ch'habbi detto che era un mago et che li suoi miracoli erano apparenti, et che non era maraviglia che predicesse la morte sua opprobriosa, facendo opere male; et che la fede de Christo è piena di biasteme; et che la religione non son buone, ma bisognarebbe levarle et levarli anco l'entrate; negando la stranssubstantiatione del pane et vino nel corpo et sangue del Nostro Signore, et la virtù delli altri sacramenti et che habbino havuto efficacia dalla passione di esso Giesù Christo; et che la penitentia sia superflua per la salute dell'anime; et che 'l peccato della carne non sia peccato; et che la Chiesa habbi fatto grand'errore a prohibirlo, essendo tant'utile alla natura; et che in somma habbi detto, tenuto et creduto tutto quello di che è stato interrogato et delato a questo Sant'Offitio. Però si vuol pregar et supplicar con ogni affetto che, ritornato a sè, poichè ha mostrato in alcune cose di voler riconoscer li errori suoi, continui a scaricarsi la coscientia et a dir la verità, potendosi persuader che da esso Tribunal haverà ogni sorte di amorevolezza possibile, necessaria et espediente per la saluta dell'anima sua; et sopra il tutto confessi precisamente et distintamente li errori et heresie, detti, tenuti et creduti contra la fede catholica, et se altre volte è mai stato inquisito da simil Tribunali et condannato, et da quale et dove et sopra quali articuli, facendo una destesa confessione, chiara, vera et aperta de tutta la vita sua, così mentre che è stato nella religione, come fuori, a fine che possa consequir l'intento et scoppo che deve essere il fine di ogni suo operatione et pensiero, che è di esser ricevuto nel gremio della santa madre Chiesa et fatto membro di Giesù Christo. Non lasciando de dirli che, se persevererà ostinatamente in negar cosa della quale siate poi convento, pertinente alla fede catholica et contra la determinatione di santa Chiesa, non ve haverete da maravigliare se il Santo Offitio procederà contra di voi con quelli termini di iustitia che suol et può usar contra li impenitenti et che non vogliono riconoscer la misericordia del Signor Iddio; et quanto questo Santo Offitio ha a caro di ridur con pietà et charità christiana quelli che si ritrovano nelle tenebre alla luce, et fuori della via retta al camino de vita eterna.
Respondit: Così Iddio mi perdoni li mei peccati, come ho detto la verità in tutte le cose che mi sono state dimandate et che mi sono riccordato; ma per maggior mia contentezza et soddisfattione andarò anco pensando maggiormente a' fatti miei; et se mi occorrerà alla memoria cosa alcuna che habbi detto o fatto contra la fede christiana et catholica, la dirò liberamente; et così protesto de haver detto il giusto et vero, et de dirlo per l'avenir, et confido di non esser mai convinto in altro.
Et cum hora esset tarda, fuit remissus ad locum suum, animo etc., cum monitione etc.
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