17 febbraio 1600: condanna a morte di Giordano Bruno.
Lo ricordo così, com'egli si descrive nel Candelaio:
"L'autore, si voi lo conoscete, direste ch'ave una fisionomia smarrita: par che sii in contemplazione delle pene dell'inferno, par sii stato alla pressa come le barrette: un che ride sol per far come fan gli altri: per il più lo vedrete fastidito e bizzarro, non si contenta di nulla, ritroso come un vecchio d'ottant'anni, fantastico com'un cane ch'ha ricevute mille spellicciate, pasciuto di cipolla".
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.