giovedì 19 novembre 2015

Il cibo come domanda di relazione

Presento qui, per brevi punti, il lavoro ultimato sul cibo come problema filosofico.
Che il cibo non si riduca al nutrimento ce lo insegnano i bambini quando poppano: se il nutrimento è ciò che lega la vita alla vita, come la mammella alla bocca del bambino, la richiesta di nutrimento è il grido del bambino. Il grido che trova risposta nella madre, cioè nell'altro: nella risposta dell'altro il grido si veste o no di significazione, per questo non è più un grido ma è una richiesta, una vocazione. Il cibo conserva esattamente questa richiesta, questo appello, questa significazione laddove non si esaurisce nell'espletamento della sua funzione di nutrire. Ne fa esperienza chiunque inviti un altro a prendere un caffè: in questo caso il caffè è un'occasione, un'opportunità, una scusa, non una semplice bevanda. Perciò se il nutrimento è un fatto individuale, il cibo necessariamente è un fatto sociale. Lacan diceva  che non si mangia mai da soli: ed aveva ragione; ma non si mangia mai da soli perchè nel condividere la tavola non solo condividiamo lo stare insieme, ma avviene anche la trasmissione della legge, quella che àncora il desiderio di voler far tutto all'impossibilità di fare tutto, la trasmissione del tempo e dei codici.
Che il cibo sia vocazione, ce lo insegna l'Iliade: Ulisse va in ambasceria nella tenda di Achille, ritiratosi dalla battaglia per essersi offeso con Agamennone. Achille li accoglie, imbandisce la tavola, vi mette su quarti di animali, li sacrifica agli dèi, con la restante parte prepara gli spiedini e solo dopo aver mangiato e bevuto iniziano a parlare.
Che il cibo sia poi sempre una domanda, ce lo insegna il mito di Demetra e di Persefone: l'una madre, l'altra figlia si trovano ad aver a che fare con Ade. Persefone viene rapita, Demetra, dea della vegetazione, corre in cerca della figlia e blocca la natura; Zeus non può far altro che rivelarle chi ha rapito sua figlia: allora lei, unica donna della mitologia, scende giù nell'Ade ad affrontare faccia a faccia Ade, un dio ben più potente di lei. Perchè Persefone aveva mangiato 6 chicchi di melograno, per 6 mesi deve ritornare nel regno di Ade e per il restante può ritornare dalla madre, sulla terra ferma. Il cibo, come già  Popeye ci ha mostrato, è domanda e destino, perchè nel cibo troviamo un'identità, come del resto testimonia Ulisse alla corte di Alcinoo.
Che il cibo infine rinvii ad una relazione, che è domanda di amore e di memoria, ce lo testimonia frate Cristoforo e prima ancora l'Ultima Cena di Cristo.
Il cibo dunque testimonia la relazione: rifiutare il cibo vuol dire rifiutare l'Altro, l'incontro con l'altro o domandare altro. Perciò la relazione che incarna il cibo è sempre una domanda d'amore, come sa la saggezza popolare quando dice che "si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti si sta solo preparando da mangiare".

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