mercoledì 26 luglio 2017

19. AVARI E SUINI

Un detto popolare recita: il sudario non ha tasche. E se suona più come un invito a non essere avidi, Mazzarò, protagonista di una novella di Verga, ci spiega la differenza: lui che non aveva nessun vizio (neanche quello del gioco e delle donne), lui che si vantava di tutto questo, finì per ricordare della madre solo i 12 soldi che aveva dovuto spendere per portarla al camposanto. S. Bernardo ci mette in guardia: "l'avarizia è un continuo vivere in miseria per paura della miseria", perciò Balzac conclude: "l'avarizia incomincia dove finisce la povertà". In effetti il detto popolare dice la stessa cosa: "più si è ricchi più si è avari" rispettando per altro la letteratura: sia in Plauto che in Moliere, l'avaro è sempre ricco. Basta essere poveri, allora, per non essere avari? A S. Tommaso non basta: non mette l'avarizia neanche tra i peccati, ma la intende come la radice di tutti i mali: essa, come la lussuria è segno di incontinenza; ma mentre alla prima (alla lussuria) la Natura ha posto un limite (non vale il Viagra), la seconda può continuare fino alla morte. Già S.Paolo aveva capito la cosa, dicendo: "non potete servire a Dio e a Mammona" e sorprendentemente Marx dice la stessa cosa, ma da comunista: "quanto meno realizzi la tua vita, tanto più hai", come a dire che non contano le cose che hai ma ciò che sei. Brad Pitt, che non è comunista, lo dice nel film 'Fight Club' facendo finta di essere anarchico: "le cose che hai alla fine ti possiedono". Fabrizio De Andrè che invece anarchico lo era veramente, cantava le cose che non aveva per denunciare chi, avendo tanto, si comprava più possibilità: "quello che non ho sono le tue pistole / per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole". L'avarizia insomma non è solo una questione personale, ma anche sociale. Ce lo dice Shakespeare che ci fa vedere cosa si è disposti a fare per avarizia; e Machiavelli ci ricorda: "gli uomini dimenticano la morte del padre, ma non la perdita del patrimonio". E se Dante denuncia l'avarizia nella comunità (Chiesa e Città), noi potremmo tirare avanti e parlare di politica: perché pare che tra i politici ci siano due tipi di avari: l'avaro asino che, mancando di inventiva, si dedica a collezionare moneta corrente; e l'avaro porco che, al pari dell'onesto suino che mangia di tutto, è avaro di collezionare voti di qualsiasi colore: il che lo rende una specie più pericolosa, perché rischia di non fare la fine riservata a tutti gli avari, cioè di essere sbeffeggiato e di non godere: al contrario, costui più voti mantiene, più godrà.

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