sabato 2 settembre 2017

Processo a Giordano Bruno. 7

Venezia, giovedì 30 luglio 1592.

Interrogatus se, havendo havuto commodità di pensare, se sia rissoluto di dire meglio la verità, raccordandosi facilmente meglio hora di quello che si è riccordato nelli altri suoi constituti;
Respondit: Signori, io ho pensato, et certo non mi occorre altro di dire o di aggiongere alli mei constituti, perchè secondo l'ordine delli luochi nelli quali sono stato, et le attioni ch'io ho fatte in questo tempo della mia apostasia, mi pare a pieno, secondo che mi è occorso, haver refferito nelli mei constituti.

Ei dictum: L'apostasia da tanti anni vi rende molto suspetto della santa fede, havendo disprezzato così longamente le censure, onde potrebbe esser che havesti havuto sinistra opinione in altri articuli che di quelli havete deposto; però, remosso ogni rispetto, potrete et dovrete ora espurgar la vostra coscientia.
Respondit: A me pare che li articuli che ho confessati, et quel tanto che ho espresso nelle mie scritture, sofficientemente dimostrano l'importantia del mio eccesso; et pertanto, quanto è, io lo confesso, et riconosco de non haver data mediocre sospitione de heresia; et con questo ancora dico, quel che è la verità, che sempre ho havuto rimorso nella conscientia et intentione di riformarmi, benchè cercava col più facil modo et sicuro di effettuar questo, rifugendo ancora di ritornare alla strettura dell'obbedienza regulare. Et circa questi tempi io metteva in ordine alcune cose per farmi grato a Sua Santità, onde potesse impetrare di vivere più liberamente che si potesse in stato catholico et religioso. Di sorte che, per le cose allegate et altre che si potrebbono conoscere, tegno per fermo che non si discoprirà dispreggio della religion catholica più tosto che timor del rigor del Sant'Uffitio et amore de libertà.

Ei dictum: Non pare che simil dispositione di tornar alla santa fede sia stata in voi, poichè in Francia et in altri luochi catholici, dove per molti anni sette stato, non havete procurato di trattare con alcun prelato di santa Chiesa di ritornare all'obedienza et alla verità della fede catholica; et tanto più che, venuto in Venetia, non solo non havete scoperto simil dispositione, ma insegnato ancora dogmi et dottrine false et heretiche.
Respondit: Io già ho detto nelli mei constituti che del caso mio ne raggionai con monsignor Vescovo di Bergamo, nontio in Francia, al quale fui introdutto da don Bernardin Mendoza, ambasciator Catholico, conosciuto da me nella corte d'Inghilterra; et non solamente raggionai con monsignor Nontio del caso mio, ma soggiongo hora che l'ho pregato et ricercato istantemente che ne scrivesse a Roma a Sua Beatitudine, et impetrarmi gratia che fosse ricevuto nel gremio della Chiesa catholica et che non fosse astretto a ritornar nella religion. Et vivendo all'hora Sixto V, il Nontio diffidava di ottener questa gratia et non volse scriver, offerendoce però che, volendo io tornar nella religione, haveria scritto et aiutatomi; et poi m'indricciò ad un padre iesuiro, che mi son ricordato che ha nome il padre Alons spagnol, il quale vivendo ve ne potrà far fede. Et con esso trattai il caso mio; et lui me ressolse che era necessario ch'io procurasse l'assolutione dalle censure dal Papa, et che non si poteva far di meno ch'io non tornasse nella religione, et fui ancora avertito da lui che, essendo scomunicato, non potevo assister alli divini offitii, ma che potevo bene andar a udir le prediche et dir le mie orationi in chiesa. 
In Venetia poi, doppo che son venuto, non ho mai insegnato dottrine nè dogmi heretici; ma solamente ho discorso con molti gentilhomini di cose di filosofia, come da loro medesmi si potrà aver informatione. Anci, quando è occorso raggionare di Germania o d'Inghilterra, io ho biasmato il stato della religione loro, come profano, ignorante et pernitioso alla repubblica; et ancora ne constituti et si può veder in quelli. Et se bene a Venetia non ho procurato l'absolutione dalle censure, io non era però lontano dalla dispositione che ho sempre havuto, di ritornar alla Chiesa catholica; ma dissegnava di ritornare in Francoforte, per far stampare alcune mie opere delle sette arti liberali et sette altre arti inventive, et dedicar queste opere al Papa. Et così gratificarmi et operar che con qualche modo straordinario fosse ricevuto nel gremio di santa Chiesa, in modo che potesse ancor viver nel seculo religiosamente extra claustra, acciò, ritornando tra regulari nella mia provincia, non mi fosse rinfaciato ch'io fosse stato apostata, et così disprezzato tra tutti.

Ei dictum: Voi dite che se pigli informatione da diversi gentilhomini, perchè non si trovarà che voi habbiate insegnato dogmi heretici, ma solamente discorso di materie filosofiche; et pur consta dalla depositione d'alcuni che havete fatto il contrario, insegnando dottrina falsa.
Respondit: Dall'accusator in poi, che credo è il signor Zuane Mocenigo, figlio del clarissimo messer Antonio, non crederò che si trovarà alcuno che possa dire ch'io habbi insegnato dottrina falsa et heretica, nè ho sispitione che alcun altro possa dir cosa alcuna contra di me in materia della santa fede.

Ei dictum: In che lochi et con quali gentilhuomini havete voi trattato della professione de littere?
Respondit: Io ho raggionato de littere nell'accademia che si fa in casa del clarissimo signor Andrea Moresini, che credo stia a san Luca sopra Canal Grande; nel qual convenivano molti gentilhuomini et litterati; et ho raggionato ancora in alcune librarie, ma non ho conosciuto le persone particulari, perchè non ho conosciuto chi fossero.

Ei dictum: è necessario che molto bene consideriate et vi raccordiate del stato vostro, poichè per longo spatio di molti anni sete stato apostata sottoposto a censure, et pratticato per lochi di heretici, onde facilmente potreste esser reo in altri articuli et attioni, oltra quelli espressi nelli altri vostri constituti; però disponetevi a farlo per espurgar debitamente la vostra conscientia.
Respondit: Può esser che io in tanto corso di tempo habbi ancor errato et deviato dalla santa Chiesa in altre maniere di quelle ho esposto, et che me trovi ancora illaqueato in altre censure; ma se bene io ci ho pensato molto sopra, non però le riconosco. Ho confessato et confesso hora li errori miei prontamente, et son qui nelle mani delle Signorie Vostre illustrissime per ricever remedio alla mia salute; del pentimento de' mei mesfatti non potrei dir tanto quanto è, nè esprimere efficacemente, come desidererei, l'animo mio.

Postquam genuflexus dixit: Domando humilmente perdono al Signor Dio et alle Signorie Vostre illustrissime de tutti li errori da me commessi; et son qui pronto per essequire quanto dalla loro prudentia sarà deliberato et si giudicarà espediente all'anima mia. Et di più le supplico, che mi diano più tosto castigo, che ecceda più tosto nella gravità del castigo, che in far dimostratione tale publica, dalla quale potesse ridondare alcun dishonore al sacro habito della religione che ho portato: et se dalla misericordia d'Iddio et delle Vostre Signorie illustrissime mi sarà concessa la vita, prometto far riforma notabile della mia vita, chè ricompenserò il scandalo che ho dato con altretanta edificatione.

Postquam sanctum Tribunal eidem iniunxit ut elevetur a terra prout pluries eidem iniunctum fuit.

Interrogatus: Vi occorre per hora dir alcun'altra cosa?
Respondit: Non mi occorre dir altro.

Tunc sanctum Tribunal, acceptatis etc., mandavit ipsum reponi ad locum suum, animo etc. Relectum confirmavit.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.