Si chiama ‘Accidia’ ma per capirci diciamo ‘pigrizia’. Il fatto è che si può essere pigri senza per questo essere un peccatore. Per parlare dell’accidia parlerò dei ‘sebbene’, e prima ancora partirò da una confessione: confesso che sono (anche) accidioso; e confesso che se non fosse stato per la signora mia, se non fosse stato per la gioia di credere ai ‘sebbene’, ‘La Lumaca’ non sarebbe mai nata. E se poi dipendesse solo dalla mia costanza, la Lumaca non sarebbe quello che è: quindi maschero in queste righe due ‘grazie’ profondi, uno a lei e uno ai ragazzi straordinari di cui leggete su queste pagine. E dico questo perché l’accidia è il contrario del fare: è il peccato di chi non prende posizione, di chi non si interessa, di chi non sceglie; in arabo si dice: “chi vuol fare qualcosa trova sempre un mezzo per farlo; chi non vuol far niente, trova sempre una scusa”. La versione italiana nazionalpopolare suona più convincente: “chi non lavora, non fa l’ammore”. E se questo a noi ‘laici’ suona ghiotto ammonimento, non funziona per i frati: anzi pare che il diavolo soffi questi ‘strani pensieri’ proprio nell’orecchio di chi è preso da pigrizia, specialmente durante la pennichella pomeridiana: per questo si deve lavorare (‘ora et labora’). Ma l’accidia è soprattutto il peccato della borghesia: è il peccato dei cittadini che non prendevano partito tra guelfi e ghibellini; è il peccato di chi non fa niente “tanto niente cambia”. San Tommaso lo diceva chiaramente: questo è il vero vizio, essere indifferenti; e Pasolini spiegava: “peccare non significa fare il male: peccare significa non fare il bene”. E perché questo? Perché se cancelli la speranza, cancelli tutto: la vita si ammala, compare ‘il male di vivere’ di cui parla Montale, o compare la ‘noia’ di Moravia. Poi oggi pare che si sia passato anche questo limite: i ragazzi commettono crimini per noia, si drogano per anestetizzarsi dalla vita, si drogano per eccitarsi; sono stati colpiti da un gas paralizzante (lo diceva Kierkegaard) e se ne stanno a bivaccare, a trascinarsi. Neanche più la protesta: basta il lamento. E quando l’accidia diventa il peccato dei cittadini allora è un problema: sarà il regno della strafottenza.
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.