domenica 26 agosto 2018

N. 45 - PURGATORIO

OGGI è L'ATTESA

Meglio un giorno da leoni o 100 giorni da pecora? - chiede un disperato Lello Arena a Massimo Troisi, il quale gli risponde: "Fai 50 giorni da orsacchiotto e almeno nun fai a figur e merd ra pecor e nemmeno ro lion che camp 1 juorn" Mi sembra una buona citazione per introdurre il Purgatorio come ciò che si trova a metà tra la dannazione dell'Inferno e la gioia del Paradiso. Ma che cosa è di preciso? Anselmo d'Aosta fa un ragionamento: la morte di Gesù, il senza peccato, ha permesso sì l'espiazione del peccato originale di tutta l'umanità; ma tutti gli altri peccati individuali necessitano ancora di una punizione; e poiché Dio non può perdonare tutto alla leggera, è evidente che la remissione dei peccati dell'uomo passa attraverso un'espiazione. Qualcuno potrebbe dire che andrebbe bene anche l'Inferno ma sarebbe in errore; Dante si pose lo stesso problema e risolse la questione così: l'Inferno è il posto senza speranza di salvezza dove tu, come individuo, sei costretto per l'eternità a subire come pena il contrappasso della tua colpa (ogni dannato ha così una storia particolare); il Purgatorio è invece il posto dove l'anima, avendo la speranza di salvezza, espia i vizi dell'amore "mal diretto" (non rivolto a Dio, cioè) i quali sono alla base dei 7 peccati capitali: è il luogo dell'espiazione dei vizi, non della punizione di una colpa. Dietro Dante c'è San Tommaso, che spiega la necessità del Purgatorio: senza, significa parlare contro la Giustizia divina e commettere un errore contro la fede. Senza il Purgatorio cioè, Dio sarebbe solo un semplice re. Lo storico Jacques Le Goff lega la nascita del Purgatorio a quella dei Comuni, sostenendo che il Purgatorio è un'invenzione della Chiesa medievale per trovare un posto a tutte quelle nuove figure che peccavano per mestiere, come i mercanti e i banchieri. E fece anche meglio: istituì l'indulgenza a pagamento. Che i vizi personali abbiano una relazione con certe 'virtù pubbliche' lo mostra lo spettacolo di Bertolt Brecht, 'I sette peccati capitali dei piccoli borghesi', andato in scena il 7 giugno 1933, in cui Anna I e Anna II, una razionale e l'altra istintiva, per far soldi e fortuna ricorrono alla pratica dei 7 vizi capitali che la società ipocritamente condanna. Il Purgatorio di oggi allora si è necessariamente ampliato, comprende l'attesa, tutto ciò che abbiamo cercato di fare ma che la società ci ha ostacolato nel realizzare. Il Presidente Lincoln pare fosse più ottimista: diceva che il Purgatorio come luogo di espiazione esiste realmente: è il matrimonio.

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