martedì 11 settembre 2018

N. 46 - PARADISO

Tu ci credi?

Il Paradiso era il giardino persiano: ve lo provo subito. Senofonte è uno scrittore greco, allievo di Socrate. In un libro in cui parla di come si amministra la casa (Economia) racconta di quando Ciro, il fondatore dell’impero persiano, accogliendo in casa lo spartano Lisandro lo porta a vedere il ‘paradeison’: Lisandro ammira la disposizione degli alberi, le distanze, gli angoli, i tipi di piante, come se fosse un esperto di feng shui dei nostri tempi. La parola greca è esattamente quella che verrà usata per tradurre la parola ebraica ‘gan’ (giardino) ‘Eden’ (delle delizie); un’altra cosa, Dio non ci fa l’uomo lì, ma ce lo porta. L’Eden già c’era allora, a Oriente, dice la Bibbia. Tutta la teologia ebraica e anche cristiana ruota attorno al giardino: il profeta Ezechiele lo descrive, il Canto dei Cantici riscrive la storia di Adamo ed Eva parlando dell’amore fedele e duraturo di due innamorati che lo abitano, il Vangelo di Giovanni colloca il mistero pasquale di Gesù proprio in un giardino, il Getsemani, e in un giardino verrà pure sepolto. L’idea del giardino resta in ambito romano: i campi Elisi del mondo romano erano immaginati come luoghi in cui le anime amate dagli dèi vivevano felici. Dante lo sa, ma trasferisce questo luogo fuori dall’Inferno, in un posto senza pena e senza dolore, un posto riservato ai sapienti: poi riprende l’Eden ma lo distingue dal Paradiso; sarà nel giardino dell’Eden, alla sommità del Purgatorio dove incontra Beatrice. Il Paradiso è un’altra cosa: prendete una rosa e guardatela da sopra, fissando il centro contornato dai petali. Ecco l’immagine del Paradiso di cui Dante descrive la struttura, a cieli concentrici entro cui prendono posto i Beati, i Santi e gli Angeli, e al centro di una ‘candida rosa’ siede Maria Vergine. Il Paradiso nell’immaginario collettivo è un’altra cosa ancora: un continuare a vivere con chi si ama, sopra le nuvole. E poiché tutti vogliono il Paradiso anche se nessuno vuole morire, solo i più Santi ne hanno rinunciato: una di quelle è stata Madre Teresa di Calcutta che ha ribadito di voler restare fuori per far luce a chi vive sulla Terra nell’oscurità del peccato. La Beatrice di Dante ha fatto lo stesso, anche se una sola volta e per una sola persona: ma niente paura, gli stilnovisti ci hanno assicurato che la donna è angelo e amarla serve a riportarci sulla retta via e dunque in Paradiso. Sarà, e infatti gli innamorati ci credono, anche se poi sognano i piaceri dell’Inferno. Pure i vecchi ci credono, ma per scaramanzia: credono piuttosto che ogni Paradiso sia ormai perduto. Purtroppo per molti oggi il Paradiso è diventato guardare l’Inferno da un tablet in poltrona.

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