mercoledì 15 settembre 2021

N.118 - PELLE

 PREGARE CON LA PELLE

La pelle è l’organo più esteso col quale ‘sentiamo’ il mondo fuori; talmente riteniamo attendibile ciò che percepisce che basta dire ‘lo sento a pelle’ per non aver bisogno di dare ulteriori spiegazioni. Nulla di strano se non fosse che quest’ultima espressione la usiamo per dire l’antipatia o la simpatia nei confronti di una persona. Vi rassicuro, non è nulla di spirituale, è solo che col nostro corpo riusciamo ad avvertire la chimica dell’altro corpo che ci sta davanti. Una cosa che sanno fare bene i cani, ‘fiutarci’. Che la pelle ci dia risposte immediate è però un dato di fatto, come lo è che queste risposte non hanno bisogno di essere elaborate dalla nostra ragione. Perciò Alda Merini scrive che “a pelle si sentono cose a cui le parole non sanno dare un nome” facendo della pelle l’organo prediletto dell’amore. Per Dante era una questione di occhi, per la Merini una questione di pelle. In questa dualità non c’è la contrapposizione tra l’amore e il sesso o, peggio ancora, tra l’amore carnale e quello spirituale ma all’opposto c’è la consapevolezza che l’amore passa attraverso il corpo, che l’amore è sì una faccenda che riguarda il cuore ma che germoglia innanzitutto nel corpo. Questo lo sa bene la teologia cristiana che non a caso crede in un Dio – del Quale ‘amore’ è uno dei suoi attributi – incarnato e fatto uomo. Il corpo – e dunque la pelle – è perciò ‘veicolo’, del bene o anche del male, del cielo così come della terra. Del resto si prega perché si sta in questo mondo, perché si sta ‘in una pelle’ e non conta se a volte si prega il cielo e altre che il telefono squilli. Se ‘a pelle’ ci si riconosce, ‘sulla pelle’ i giovani si tatuano i momenti da ricordare perché forse non si fidano più di riuscire a salvare ciò che arriva ‘sotto pelle’, come i ricordi di un grande amore, di una profonda amicizia, di un’esperienza indimenticabile. La pelle insomma nasconde anche un mondo dentro, è proiettata fuori e lascia passare dentro. Come ogni confine, come ogni porta che si rispetti. Per questo sarebbe il caso di portare sempre rispetto. Ad ogni porta e ad ogni pelle.


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