E veniamo alla quarta cornice: il racconto di Aristodemo. Che riprende il tema del dislocamento: Socrate appare come non si era mai visto prima. Pulito e addirittura con i sandali. Anche qui, Platone è uno scenografo d'eccezione: fa fare a Socrate qualcosa di insolito, come a dire che la ragione nelle cose d'amore fa cose insolite.
In più Platone ci mostra come Aristodemo non fosse stato per niente invitato da Agatone, e che invece ce lo porta Socrate: Aristodemo glielo dice chiaro e tondo che per non essere chiamato imbucato dirà di essere stato invitato da lui. Socrate gli risponde con una frase che riassume tutto dell'amore: "noi due insieme, strada facendo, troveremo di che dire": che è il rapporto degli amanti tra loro, e del filosofo con la verità come vedremo tra poco.
Un'ultima curiosità: Socrate ironizza sul proverbio stravolto da Omero "i buoni vanno da chi vale poco senza invito", con un gioco di parole: 'buoni si dice 'agathoi' e dunque la battuta: "i buoni vanno a casa di Agatone senza invito". I buoni, che per esser buoni devono conoscere il bene, e per trovare il bene lo devono amare: dunque sono filosofi.
(continua Apollodoro)
Aristodemo mi diceva dunque, di aver incontrato Socrate tutto pulito e addirittura con i sandali ai piedi, cosa che egli faceva raramente, e di avergli domandato dove fosse diretto dopo essersi fatto così bello.
E Socrate rispose: "A cena da Agatone! Ieri evitai di andare al banchetto per la vittoria, perchè ero spaventato dalla folla, ma gli promisi che sarei stato presente oggi. E mi sono fatto così bello, per andare bello da chi è bello. Ma tu Aristodemo - soggiunse - te la sentiresti di venire a cena senza essere stato invitato?"
"E io - continuava - risposi: Come tu decidi".
E Socrate soggiunse: "Allora seguimi. Così rovesceremo il proverbio e lo modificheremo in questo modo: i buoni vanno al banchetto dei buoni senza invito". Del resto Omero non solo ha rovesciato questo proverbio, ma lo ha anche stravolto: dopo aver rappresentanto Agamennone come un uomo particolarmente valoroso nelle cose di guerra e Menelao come fiacco guerriero, proprio mentre Agamennone celebra un sacrificio e imbandisce un banchetto, rappresenta Menelao che va a pranzo senza invito, lui che è inferiore va dall'altro che era superiore!"
Udite queste parole, Aristodemo così rispose: "Molto probabilmente anch'io correrò questo rischio, ma non come dici tu, Socrate, ma come dice Omero, andando, senza essere stato invitato, io che sono uno che vale poco, al banchetto di uno che vale molto: vedi dunque, dal momento che mi ci porti tu, che cosa potrai dire a giustificazione, perchè io non ammetterò di essere un imbucato ma dirò che sono stato chiamato da te!".
"Noi due insieme, strada facendo - rispose - decideremo che dire. Ma adesso andiamo!"
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.