Carlo Cracco ha scatenato un caso a
Masterchef: ha messo l’aglio nella
amatriciana, scatenando le ire del
Comune di Amatrice che ha risposto
con istruzioni tassative sulla preparazione
del piatto. Perché le istruzioni
servono per certificare: per esempio i
prodotti STG (specialità tradizionale
garantita) sono fatti ‘secondo tradizione’.
Ma quale tradizione? Vien naturale
risolvere la questione empiricamente:
ognuno fa la parmigiana come gli pare,
fermo restando che quella di mammà è
la migliore, nonostante poi quella della
nonna abbia sempre qualcosa di irripetibile:
con questo, di fatto stiamo
dicendo che esistono le tradizioni (di
famiglia/e) le quali sono una variazione
sul tema di una più grande tradizione
(di popolo). Lasciando ad ogni famiglia
le sue tradizioni da rispettare, vorrei
qui ricordare un altro significato del
termine ’tradizione’ che ci viene dal
diritto romano: la tradizione è un atto
necessario per l’acquisto di una
proprietà. Cioè la tradizione implica
una trasmissione, il passaggio di un
bene. Non come eredità (che non prevede
un atto di legge) ma come decisione
di un individuo. Tradizione in questo
senso non è quello che ci viene trasmesso,
ma il come: per esempio le
tradizioni orali sono quelle ‘trasmesse a
voce’. Ed è al ‘come’ che si riferiscono
i tanti e diversi ‘rottamatori’ (di ‘un
certo modo di fare’), e i tanti moderni
inquisitori (che vogliono imporre ‘un
certo modo di fare’): a costoro ci vien
da rimproverare una certa confusione,
se poi il ‘che cosa’ rimane accantonato.
Rimanendo in tema, il Re Sole fu di
gran lunga più chiaro: “datemi da mangiare
bene e vi farò buona politica”
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