La legge deve tener conto dell’emotività? Come sapete
negli Stati Uniti c’è la pena di morte: dagli anni Settanta
il movimento per i diritti delle vittime si è fatto
sentire con questo argomento: ‘se in un processo sono
ammesse le testimonianze riguardanti il passato
dell’imputato (i suoi problemi economici, sociali o
familiari) che gli può valere un’attenuazione della pena,
devono essere ammesse anche le testimonianze
riguardanti il presente delle vittime o dei suoi familiari,
ovvero testimonianze che dicono come è cambiata la
vita di quella persona o dei suoi familiari dal giorno
della violenza’. Si accese un dibattito teorico che portò
la Corte Suprema, nel 1987 a dichiarare i VIS (così si
chiamano) incostituzionali: non si può assicurare l’uguaglianza
di tutti i cittadini, perché un ricco può portare
a testimoniare persone più abili e più stimate di
quelle che può portare un povero; e soprattutto, i VIS
non permettono alla giustizia di fondarsi sulla sola
ragione (principio tutto europeo e illuminista). Nel
1991 le cose cambiano: la Corte Suprema li permette
sostenendo che “non esiste nella nostra Costituzione
nessun principio che dica che la pena deve essere
commisurata alla sola colpa morale, può essere commisurata
anche al danno”. Una cosa che per noi suona
strano, per noi che un tempo eravamo la patria del
diritto e che fondavamo la giustizia su questa idea: lo
Stato si incarica della mia vendetta (così, dal momento
che è collettiva, non è più la ‘mia’ vendetta) giudicando
la colpa e non il colpevole; fa questo emettendo
una sentenza che segue deduzioni. Perché ne parliamo?
Perché su Facebook, commentando presunte
colpe di qualcuno, si esternano i propri personalissimi
desideri di vendetta e di punizioni esemplari, cioè di
fatto ci si comporta come i VIS; e che male c’è? direbbe
qualcuno. Quello che si tradiscono entrambi i sistemi
di diritto: l’idea nostra (illuminista) del diritto, e
anche quella americana, dal momento che su Facebook
non si giura davanti ad una corte. Risultato? O
si rischia di essere giudicati dal primo scemo del villaggio
o si rischia di essere accusati dal primo scemo del
villaggio...
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