martedì 18 luglio 2017

9. Maschere

L’anima traspare attraverso gli occhi: chi ci crede, per forza di cose, crede anche che l’uomo porti una maschera. Che non si può levare dal volto ma che necessariamente scivola in un’altra maschera e in un’altra ancora, eternamente. L’idea di fondo la possiamo riassumere così: ‘maschera’ è nome contrario a ‘verità’. Su internet (sentite come suona il nome? suiiin-ternet, a dire meglio l’assonanza con il porco di cui infatti non si butta niente) mi è capitato di leggere: ‘i bambini, il vino e i leggings dicono sempre la verità’. Se nella famosa favola danese è un bambino che smaschera (non a caso)l’imperatore gridando: ‘il re è nudo!’, i leggings dicono la verità se messi; e allora il discorso si fa complicato. Perchè è vero che nel culto di Dioniso, in Grecia, ci si mascherava per staccarsi dalla realtà: ma ci si mascherava per aprire gli occhi su di essa, come si fa in psicoanalisi quando si chiede di raccontare la propria vita da spettatore come in un film. In effetti ci si maschera per dire qualcosa: lo stesso fanno i cantanti e gli attori con i loro costumi di scena, oppure chi si tatua. Lo fa anche Erasmo da Rotterdam quando fa parlare la Follia rappresentandola mascherata, come un giullare, anticipando così uno degli aforismi di Oscar Wilde: da’ una maschera a chiunque e questi ti dirà la verità. Ma se oggi su internet possiamo rimanere sempre mascherati e giocare ad essere chiunque, senza mai ‘metterci la faccia’, vuol dire anche che nessuno vedrà mai i nostri occhi e quindi la domanda è lecita: ha senso parlare di verità? Non ci resta che ritornare all’inizio e dire che l’anima non traspare dagli occhi, ma da altro. Qualcuno ci ebbe già pensato quando fece notare che l’anima di un uomo si vede da quello che fa, purchè non si faccia mettere dagli altri maschere da indossare (dell’eroe, del capopolo o dell’inquisitore): costui pensava alla democrazia. Forse per questo nel 1700 i sovrani presero il controllo della festa del Carnevale: la usavano per permettere al popolo di sfogare gli istinti mantenendone il controllo.

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