In italiano diciamo: ‘liberi di’ fare qualcosa e ‘liberi da’
qualcosa. Quantunque possano sembrare due cose
diverse, sono in realtà tra loro molto apparentate: la
prima indica un’attività ( tradotto in soldoni vale più o
meno ‘posso fare’); la seconda indica una condizione
(tradotto vale più o meno ‘ora mi è permesso’). Vediamo
ora di fare qualche esempio per capire meglio che
significa la parola ‘libertà’ visto che chiunque oggi la
usa per giustificare quello che dice. Esempio: lo scemo
del villaggio oggi può dire quello che vuole su internet
perché ‘è libero’ e anzi, marca di più il concetto dicendo
‘siamo in democrazia’. Traduciamo questo pensiero:
per lui la libertà è come la licenza poetica per uno
scrittore, qualcosa che gli è permesso. Se ritornate a
qualche rigo sopra, potete ritrovare questo nell’indicazione
dell’espressione ‘libero da’. E in effetti i conti
tornano. Solo che lui (sempre lo scemo del villaggio)
pensando di mettere un carico da novanta sulla faccenda,
ha detto anche ‘siamo in democrazia’, rassicurandoci
almeno del fatto anche nella sua zucca è entrata
l’uguaglianza ‘democrazia = libertà’. Tutto bene se non
fosse che l’espressione indica un’attività (cioè il ‘posso
fare’ di sopra): non a caso Mazzini andava predicando
di democrazia e libertà, come condizione necessaria
della Repubblica. Riassunto: lo scemo del villaggio usa
la parola ‘libertà’ in due significati diversi contemporaneamente,
che è più o meno come mettere la majonese
sulla torta di mele. Ci viene in aiuto il Presidente Pertini
che ricordava sempre che “non è possibile libertà
senza giustizia sociale; e non è possibile la giustizia
sociale senza la libertà”. Traduciamo anche questo: il
Presidente Pertini voleva dire che la libertà è un’attività
continua e necessaria che deve guardare come obiettivo
finale la realizzazione della giustizia sociale. Che
vuol dire? Che la libertà non è dire le cose tanto per
dire, o dire le cose così come ci vengono in testa: libertà
è attività continua alla ricerca della giustizia sociale
(cioè dell’uguaglianza di tutti i cittadini). Vuol dire
dunque che la libertà è qualcosa di necessario: e perché
non ci dà fastidio questo termine ‘necessario’ vicino a
‘libertà’? Perché a scuola una volta ci insegnavano l’educazione
civica, e sapevamo che cosa vuol dire
‘cittadinanza attiva’ quale vera anticamera della buona
politica e allo stesso tempo vero antidoto alla mala
politica.
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