31 dicembre 2016: salta l'oroscopo di Paolo Fox a causa
della messa in onda di uno speciale sull’attentato ad
Istanbul. Una frotta di telespettatori scrive alla redazione
della Rai protestando ferocemente: scoppia il caso.
A torto o a ragione? Pare che in giro vi sia un’idea
malsana di servizio pubblico, secondo la quale ‘pubblico’
vuol dire di tutti, e dunque ognuno pretende di avere il
suo spazio se non anche possibilità di dire la sua.
Ciarlatani compresi. A questi risponde chi ribadisce la
necessità di ‘fare servizio pubblico’ e cioè di stimolare la
crescita culturale dei telespettatori: come a dire ‘Super
Quark’ e non ‘Voyager’.
Poiché pare che la cultura in questo Paese costi farla,
sebbene non faccia guadagnare chi la fa, il risultato è
‘accontentare il pubblico’: cioè ‘Voyager’ e non ‘Super
Quark’.
E se questo pubblico è quello del dopo lavoro- che ha il
diritto di svagarsi e non pensare - non si capisce perché
anche chi non ha un lavoro (e sono in tanti) stia a far
parte del medesimo pubblico. Cioè perché si accontenta
del ‘sentito dire’, dell’aver letto (ma mica tanto) e del
link da condividere. In fondo è questa la forza di tutti i
tipi di superstizioni: che si tramandano facilmente.
Come l’ignoranza. E per questo, come l’ignoranza colpisce
un po’ tutti, anche le superstizioni sono trasversali.
Sentite qui. Agli studenti che erano andati a trovarlo e
che si erano meravigliati di aver trovato un ferro di
cavallo appeso alla porta, Werner Heisenberg, il celebre
fisico, rispose: “ah sì, ma non preoccupatevi, io non ci
credo. Ma dicono che funzioni lo stesso”.
Da cui la morale: non è il caso di scandalizzarsi per le
superstizioni: ma per l’assenza reale di un contrappeso
ad esse, sì. E tanto.
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