martedì 18 luglio 2017

6. Non è vero ma ci credo

31 dicembre 2016: salta l'oroscopo di Paolo Fox a causa della messa in onda di uno speciale sull’attentato ad Istanbul. Una frotta di telespettatori scrive alla redazione della Rai protestando ferocemente: scoppia il caso. A torto o a ragione? Pare che in giro vi sia un’idea malsana di servizio pubblico, secondo la quale ‘pubblico’ vuol dire di tutti, e dunque ognuno pretende di avere il suo spazio se non anche possibilità di dire la sua. Ciarlatani compresi. A questi risponde chi ribadisce la necessità di ‘fare servizio pubblico’ e cioè di stimolare la crescita culturale dei telespettatori: come a dire ‘Super Quark’ e non ‘Voyager’. Poiché pare che la cultura in questo Paese costi farla, sebbene non faccia guadagnare chi la fa, il risultato è ‘accontentare il pubblico’: cioè ‘Voyager’ e non ‘Super Quark’. E se questo pubblico è quello del dopo lavoro- che ha il diritto di svagarsi e non pensare - non si capisce perché anche chi non ha un lavoro (e sono in tanti) stia a far parte del medesimo pubblico. Cioè perché si accontenta del ‘sentito dire’, dell’aver letto (ma mica tanto) e del link da condividere. In fondo è questa la forza di tutti i tipi di superstizioni: che si tramandano facilmente. Come l’ignoranza. E per questo, come l’ignoranza colpisce un po’ tutti, anche le superstizioni sono trasversali. Sentite qui. Agli studenti che erano andati a trovarlo e che si erano meravigliati di aver trovato un ferro di cavallo appeso alla porta, Werner Heisenberg, il celebre fisico, rispose: “ah sì, ma non preoccupatevi, io non ci credo. Ma dicono che funzioni lo stesso”. Da cui la morale: non è il caso di scandalizzarsi per le superstizioni: ma per l’assenza reale di un contrappeso ad esse, sì. E tanto.

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