Interrogatus se habbi considerato l'interrogationi ultimamente fattegli et sia rissoluto di rispondere per la verità se ad alcuna de dette interrogationi si conosca colpevole; et fuit sibi lectum precedens interrogatorium hesterna die factum.
Quo intellecto, respondit: è vero ch'io son stato in loco de heretici, come ho già detto, et in questo mi rimetto alli mei essamini, et conversato con loro; et vivendo come facevano loro, nel mangiar et bever cibi d'ogni sorte in ogni tempo come facevano loro, cioè venerdì et sabbato, quadragesime et altri tempi prohibiti, mangiando carne come facevano loro; et molte volte non sapevo se fosse nè quadragesima nè venere nè sabbato; non havendo nel viver distintion alcuna, se non quando pratticava tra catholici. Vero è che io ne haveva scropolo; ma perchè pratticabo con loro et mangiava con loro, per non parer scropoloso et farmi burlar da essi.
Interrogatus quid sentiat de delectu ciborum et de praeceptis Ecclesiae circa observationem ieiuniorum et abstinentiae carnium certis diebus,
Respondit: Io tengo cosa pia et sante quanto è ordinato dalla Chiesa circa l'observantia de ieiuni et d'abstenersi dalla carne et cibi prohibiti nelli giorni determinati da essa; et tengo che ogni fidel christiano catholico sia obligato all'observation di essi: il che haverei anco fatto, se non fosse stato per il rispetto detto di sopra; et Dio m'aiuti se ho mai mangiato carne per disprezzo. Et quanto alle prediche, di esser stato a sentir heretici a predicar o legger o disputar, vi sono andato più volte più tosto per curiosità et per veder il loro modo et eloquentia sua, che per diletto nè contento che vi havesse; anzi, che doppo la lettione o sermone, nell'hora che distribuivano il pane al modo della loro cena, mi partivo et andavo per li fatti miei, nè mai ho pigliato del suo pane nè observato questi suoi riti.
Et dicentibus dominis che non è verisimile che, trovandosi in fatti in diverse occasioni et luochi, non habbi lui ancora fatto il medesmo che facevano loro, di pigliar quel pane, se non per altro, per non disgustar, sì come ha detto di haver per questa causa mangiato carne nelli giorni prohibiti; però che dica la verità.
Respondit: In quello che ho peccato, ho detto la verità; che in questo non ho peccato et non si troverà mai, oltra che in simili lochi sono sempre delli catholici che non observano manco l'uso di essi heretici. Che Christo sia figliuol di Dio et nato della beata sempre Vergine, et tutto il resto pertinente alla persona di esso Giesù Christo, non ho dubitato né tenuto più di quello che ho detto nelli altri mei constituti; et di questo so certo di non haver raggionato mai con alcuna persona, ma per sgravar la mia coscientia ho detto d'haver dubitato circa l'incarnatione divina. Sopra che, se io non son stato ben inteso o non l'ho ben esplicato, tornerò a dirlo un'altra volta: et è che per esser la divinità natura infinita e la humanità finita, quella eterna et questa temporale, non mi pareva proportione tale, che facesse sì fattamente un supposito che la humanità così fosse gionta alla divinità alla constitutione d'un suggetto, come è gionta l'anima umana col corpo proportionalmente; et in somma, dove se parla della Trinità eterna et in una simplicità apprehensibile, la detta humanità intendeva come una cosa àddita, di sorte che fosse come un quarto subsistente, al modo che l'abbate Joachino me par habbi inteso: il che stante, me rimetto poi a quel tanto che ne crede la santa madre Chiesa. Et in questa maniera intendeva che la divinità assistesse all'humanità de Christo; nè però concluderei quaternità con l'abbate Joachino, parendomi cosa indegna di metter in numero cosa finita con la infinita.
Ei dictum che da questa sua esplicatione ne segue un altro errore grave, che è che in Christo vi fosse la personalità humana;
Respondit: Conosco et concedo che questi et altri inconvenienti possono seguire; et non ho refferito questa opinione per deffederla, ma solamente per esplicarmi et confessar il mio errore tale et tanto, quale et quanto è; et s'io havesse applicato l'animo a questo inconveniente addutto et altri che ne possono seguire, non haverei dedutto queste conclusioni, perchè posso haver errato nelli principii, ma non già nelle conclusioni.
Quanto alli miracoli de Christo et delli apostoli, credo di haver risposto a bastanza; tuttavia vi goingo anco questo, che repugneria questo a quello che intendo di esser stato denuntiato, che li apostoli con loro essempii di bona vita, predicationi et miracoli operavano più et facevano maggior frutto nella Chiesa di quel che se vede alli tempi presenti. Perché, lodando li miracoli et vita di apostoli, per consequenza non posso dir mal della vita et miracoli de Christo suo capo; et però non ho mai detto male de Christo, nè della fede catholica christiana. Et manco ho detto nè tenuto che le religioni non siano buone, anzi le ho tenute et tengo per buone, et ho lodato che habbino entrate; et magnificato la dignità sacerdotale in tanto che habbi a preceder la regale, come si può veder nella epistola dedicatoria nel mio libro intitolato De monade et numero.
Et circa li sacramenti, et in particular dell'altare et della penitentia, non ho mai detto cosa alcuna, nè tenuto opinione contraria alla terminatione sopra di ciò della santa madre Chiesa, nè in conto alcuno ho dubitato. Della fornication poi et altri peccati della carne mi refferisco a quanto ho detto nell'altro mio constituto, non havendo che giongere; et se havesse detto, tenuto o dubitato qualche cosa di più, lo direi essendo intention mia di espurgarmi la conscientia mia.
Interrogatus se esso constituto habbi havuto alcuna opinione intorno la creatione dell'anime et la generatione degli huomini, et quale;
Respondit: Io ho tenuto intorno a questi particulari quella opinione che si tiene catholicamente.
Ei dictum: Raccordatevi se havete mai detto, tenuto o creduto che li huomini si creino di corruptione come gli altri animali, et che ciò è stato dal diluvio in qua;
Respondit: Credo che questa sia l'opinione di Lucretio, et io ho detto quest'opinione et sentitone parlar; ma non so d'haverla mai refferita per mia opinione, nè meno l'ho mai tenuta nè creduta, et quando ne ho raggionato o letto, è stato refferendo l'opinione di Lucretio et Epicuro et altri simili; et questa opinione non è manco conforme nè possibile a tirarsi dalli principii et conclusione della mia filosofia, come a chi la legge appar facilmente.
Interrogatus se habbi mai havuto et tenuto alcun libro di coniurationi et d'altri simili arte superstitiosi, overo habbi detto di voler attender all'arte divinatoria et altre suddette;
Respondit: Quanto alli libri di coniurationi et altri simili, io sempre li ho disprezzati et mai li ho havuti appresso di me, nè li ho attribuito efficacia alcuna; quanto poi alla divinatione, particularmente quella che è dalla astrologia giuditiaria, ho detto et havuto ancora proposito di studiarla per vedere se haveva verità o conformità alcuna. Et questo mio proponimento l'ho communicato a diversi, dicendo haver atteso a tutte quante le parti della filosofia et d'esser stato curioso in tutte le scientie eccetto che nella giuditiaria; et che havendo commodità et otio, volevo attendere a quella, trovando loco solitario et quieto; il che non ho fatto ancora et giamai proposto di fare se non a questi tempi incirca.
Interrogatus se ha tenuto over detto che l'operationi del mondo sono guidate dal fato, negando la providentia d'Iddio;
Respondit: Questo non si trovarà mai nelle mie parole, nè meno nelle mie scritture, perchè non ho mai detto nè scritto che l'attioni del mondo si governino dal fato et non dalla providentia divina; anzi, ritrovarete nei mei libri che io pongo la providentia et il libero arbitrio, da che se comprende, come si dà il libero arbitrio, se oppugna il fato.
Interrogatus se nelli suoi scritti facci alcuna mentione della cena delle Ceneri, et quale sia la sua intentione;
Respondit: Io ho composto un libro intitolato La cena delle Cenere, il quale è diviso in cinque dialoghi, quali trattano del moto della Terra; et perchè questa disputta io feci in Inghilterra in una cena che si fece il giorno delle Ceneri, con alcuni medici, in casa dell'ambasciator di Francia, dove io stava, io intitolai questi dialoghi La cena delle Cenere, et le dedicai al medesmo ambasciator. Et può esser che in questo libro vi sia qualche errore, ma non mi riccordo ora precisamente; et in questo libro la mia intentione è stata solamente di burlarmi di quei medici et dell'opinion loro intorno a queste materie.
Interrogatus se habbi mai lodato alcuno heretico o prìncipi heretici, poiché tanto tempo ha conversato con essi loro; de che li habbi lodati et qual sia stata la sua intentione in ciò;
Respondit: Io ho lodato molti heretici, et anco principi heretici; ma non li ho lodati come heretici, ma solamente per le virtù morali che loro havevano; nè li ho mai lodati come religiosi et pii, nè usato simil sorte di voce di religione. Et in particulare nel mio libro Della causa, principio et uno io lodo la Regina de Inghilterra et la nomino "diva", non per attributo di religione, ma per un certo epitheto che li antichi ancora solevano dare a prìncipi, et in Inghilterra, dove all'hora io mi ritrovava et composi quel libro, se suole dar questo titolo de "diva" alla Regina; et tanto più me indussi a nominarla cusì, perchè ella me conosceva, andando io continuamente co' l'ambasciator in corte. Et conosco di haver errato in lodare questa donna, essendo heretica, et massime attribuendoli la voce de "diva".
Interrogatus se habbi havuto conversatione con il Re di Navarra et confidato in lui, promettendosi da lui aiuto et favore;
Respondit: Io non conosco nè il Re di Navarra nè li suoi ministri, nè mai l'ho veduto; et di lui occorrendomene a parlar, ho detto che non lo tenevo per calvinista et heretico se non per necessità di regnare, chè, se non professasse l'heresie, non haveria chi lo seguitasse; dicendo di più, che speravo che, ottenendo lui pacifico il regno di Francia, haveria confirmati li ordini del Re passato, et io haveria havuto da lui quelli favori che io havevo havuti dal Re passato circa le lettioni publiche.
Interrogatus se, parlando del Re di Navarra, ha detto in particular che sperava gran cose da lui; et che il mondo haveva bisogno di molte riforme, inferendo che la religion christiana li piaceva ben si più delle altre, ma che haveva bisogno di gran riforma, et che non sapeva come il Signor Iddio sopportasse tante heresie de' catholici;
Respondit: Io non ho detto tal cosa; et quando ho lodato il Re di Navarra, io non l'ho lodato perchè fosse adherente alli heretici, ma per cause che ho dette di sopra, tenendo che egli non sia altramente heretico, ma che viva hereticalmente per desiderio di regnar. Et io non credo che siano heresie de' catholici.
Interrogatus se lui ha detto di voler esser capitanio et goder li thesori d'altri, et de chi habbi voluto intender,
Respondit: Io non mi riccordo di haver detto tal cosa, nè mai ho havuto desiderio di voler esser soldato, nè di voler far altra professione che di filosofo, et attender ad altre scientie.
Interrogatus se li occorre alcuna cosa intorno le depositioni da lui fatte, et vogli aggiongere o minuire cosa alcuna;
Respondit: A me non occorre dir altro et mi refferisco, intorno a questo, a quel che ho detto.
Ei dictum: Li errori et heresie da voi commesse et confessate sono pur tuttavia da voi hora abbracciate, overo le detestate?
Respondit: Tutti li errori che io ho commessi fino al presente giorno, pertinenti alla vita catholica et professione regulare, come io sono, et tutte le heresie che io ho tenute, et li dubii che ho avuti intorno alla fede catholica et alle cose determinate dalla santa Chiesa, hora io le detesto et abhorrisco, et ne sono pentito d'haver fatto, tenuto, detto, creduto o dubitato di cosa che non fosse catholica; et prego questo sacro Tribunale che, conoscendo le mie infirmità, vogli abbracciarmi nel gremio di santa Chiesa, provedendomi di remedii opportuni alla mia salute, usandomi misericordia.
Ei dictum: è necessario saper se altre volte sete stato inquisito o imputato di cose spettanti alla santa fede, in che loco, in che tempo, di che articuli, et che fine habbino poi havuti li processi fatti, et se mai havete abiurato alcuna heresia.
Respondit: Credo haver detto nel mio primo constituto che il mio maestro, quando era novitio, per mettermi terrore, fece una scrittura, perchè io havevo dato via alcune imagine de santi, che mi riccordo che erano di santa Catherina de Siena, et forsi de sant'Antonin, se ben mi riccordo, et retenuto solamente un crucifisso; et perchè havevo detto a un novitio, che leggeva la Historia delle sette alegrezze della Madonna, che cosa voleva legger quel libro, che era meglio che leggesse la Vita de' santi Padri o altro libro. Ma questa scrittura il detto maestro la stracciò poi anco l'istesso giorno; et per conto di queste cose non so che se ne sia fatto altro processo nè scrittura. Et credo d'haver anco detto che, prima ch'io andasse a Roma l'anno 1576, se ben mi ricordo, et che deposi l'habito et uscì dalla religione, il Provinciale fece processo contro di me sopra alcuni articuli, ch'io non so realmente sopra quali articuli, nè de che in particular; se non che me fu detto che si faceva processo contra di me di heresia, nel quale si trattava di questa cosa del novitiato et altro. Per il che dubitando di non esser messo preggione, me partì da Napoli et andai a Roma; et seguì poi quello che ho detto nelli altri mei constituti.
Subdens ad interrogationem: Io non saprei imaginarmi de che articuli mi processassero, se non è che, raggionando un giorno con Mont'Alcino, che era un frate del nostro ordine, lombardo, in presentia de alcuni altri padri, et dicendo egli che questi heretici erano ignoranti et che non havevano termini scholastici, diss'io che si bene non procedevano nelle loro dichiarationi scholasticamente, che dechiaravano però la loro intentione commodamente et come facevano li padri antichi della santa Chiesa, dando l'essempio della forma dell'heresie d'Ario, che gli scholastici dicono che intendeva la generatione del Figlio per atto di natura et non di volontà; il che medesmo si può dire con termini altro che scholastici, rifferiti da sant'Agustino, cioè che non è di medesma substantia il Figliuolo et il Padre, et che proceda come le creature dalla volontà sua. Onde saltorno quelli padri con dire che io deffendevo li heretici et che volevo che fossero dotti. Altro non so, nè mi posso imaginar che sia stato processato; et fuggì di Roma, perchè hebbi lettere da Napoli et fui avisato che, doppo la partita mia da Napoli,erano stati trovati certi libri delle opere di san Grisostomo et di san Hieronimo con li scholii di Erasmo scancellati, delli quali mi servivo occultamente; et li gettai nel necessario quando mi partì da Napoli, acciò non si trovassero, perchè erano libri suspesi per rispetto de detti scholii; se ben erano scancellati. Ma nè per questi processi, nè per altra cosa ho mai abiurato, nè privatamente nè publicamente; nè son mai stato avanti altro tribunale del Santo Offitio, se non questo.
Dicens ex se: Facilmente si potranno haver questi processi, perchè restorno imperfetti, et credo che fossero mandati all'hora al Procurator dell'ordine a Roma; nelli quali non credo manco che si trovarà cosa d'importantia.
Interrogatus che nome haveva esso constituto prima che entrasse nella religione et mentre che è stato in essa religione, et se doppo che è uscito ha sempre in tutti li luochi retenuto il nome che si chiama ora;
Respondit: Prima che entrasse nella religione, il mio nome era Filippo, et questo nome mi fu posto a battesmo; et nella religione ero domandato fra Iordano Bruno, il qual nome ho sempre retenuto doppo in tutti li luochi et tempi, eccetto che nel principio quando fuggì da Roma, che io ripigliai il nome de Filippo et con esso passai li monti.
Quibus habitis, cum hora esset tarda, fuit remissus ad locum suum, animo etc., cum monitione etc.
Ei dictum che da questa sua esplicatione ne segue un altro errore grave, che è che in Christo vi fosse la personalità humana;
Respondit: Conosco et concedo che questi et altri inconvenienti possono seguire; et non ho refferito questa opinione per deffederla, ma solamente per esplicarmi et confessar il mio errore tale et tanto, quale et quanto è; et s'io havesse applicato l'animo a questo inconveniente addutto et altri che ne possono seguire, non haverei dedutto queste conclusioni, perchè posso haver errato nelli principii, ma non già nelle conclusioni.
Quanto alli miracoli de Christo et delli apostoli, credo di haver risposto a bastanza; tuttavia vi goingo anco questo, che repugneria questo a quello che intendo di esser stato denuntiato, che li apostoli con loro essempii di bona vita, predicationi et miracoli operavano più et facevano maggior frutto nella Chiesa di quel che se vede alli tempi presenti. Perché, lodando li miracoli et vita di apostoli, per consequenza non posso dir mal della vita et miracoli de Christo suo capo; et però non ho mai detto male de Christo, nè della fede catholica christiana. Et manco ho detto nè tenuto che le religioni non siano buone, anzi le ho tenute et tengo per buone, et ho lodato che habbino entrate; et magnificato la dignità sacerdotale in tanto che habbi a preceder la regale, come si può veder nella epistola dedicatoria nel mio libro intitolato De monade et numero.
Et circa li sacramenti, et in particular dell'altare et della penitentia, non ho mai detto cosa alcuna, nè tenuto opinione contraria alla terminatione sopra di ciò della santa madre Chiesa, nè in conto alcuno ho dubitato. Della fornication poi et altri peccati della carne mi refferisco a quanto ho detto nell'altro mio constituto, non havendo che giongere; et se havesse detto, tenuto o dubitato qualche cosa di più, lo direi essendo intention mia di espurgarmi la conscientia mia.
Interrogatus se esso constituto habbi havuto alcuna opinione intorno la creatione dell'anime et la generatione degli huomini, et quale;
Respondit: Io ho tenuto intorno a questi particulari quella opinione che si tiene catholicamente.
Ei dictum: Raccordatevi se havete mai detto, tenuto o creduto che li huomini si creino di corruptione come gli altri animali, et che ciò è stato dal diluvio in qua;
Respondit: Credo che questa sia l'opinione di Lucretio, et io ho detto quest'opinione et sentitone parlar; ma non so d'haverla mai refferita per mia opinione, nè meno l'ho mai tenuta nè creduta, et quando ne ho raggionato o letto, è stato refferendo l'opinione di Lucretio et Epicuro et altri simili; et questa opinione non è manco conforme nè possibile a tirarsi dalli principii et conclusione della mia filosofia, come a chi la legge appar facilmente.
Interrogatus se habbi mai havuto et tenuto alcun libro di coniurationi et d'altri simili arte superstitiosi, overo habbi detto di voler attender all'arte divinatoria et altre suddette;
Respondit: Quanto alli libri di coniurationi et altri simili, io sempre li ho disprezzati et mai li ho havuti appresso di me, nè li ho attribuito efficacia alcuna; quanto poi alla divinatione, particularmente quella che è dalla astrologia giuditiaria, ho detto et havuto ancora proposito di studiarla per vedere se haveva verità o conformità alcuna. Et questo mio proponimento l'ho communicato a diversi, dicendo haver atteso a tutte quante le parti della filosofia et d'esser stato curioso in tutte le scientie eccetto che nella giuditiaria; et che havendo commodità et otio, volevo attendere a quella, trovando loco solitario et quieto; il che non ho fatto ancora et giamai proposto di fare se non a questi tempi incirca.
Interrogatus se ha tenuto over detto che l'operationi del mondo sono guidate dal fato, negando la providentia d'Iddio;
Respondit: Questo non si trovarà mai nelle mie parole, nè meno nelle mie scritture, perchè non ho mai detto nè scritto che l'attioni del mondo si governino dal fato et non dalla providentia divina; anzi, ritrovarete nei mei libri che io pongo la providentia et il libero arbitrio, da che se comprende, come si dà il libero arbitrio, se oppugna il fato.
Interrogatus se nelli suoi scritti facci alcuna mentione della cena delle Ceneri, et quale sia la sua intentione;
Respondit: Io ho composto un libro intitolato La cena delle Cenere, il quale è diviso in cinque dialoghi, quali trattano del moto della Terra; et perchè questa disputta io feci in Inghilterra in una cena che si fece il giorno delle Ceneri, con alcuni medici, in casa dell'ambasciator di Francia, dove io stava, io intitolai questi dialoghi La cena delle Cenere, et le dedicai al medesmo ambasciator. Et può esser che in questo libro vi sia qualche errore, ma non mi riccordo ora precisamente; et in questo libro la mia intentione è stata solamente di burlarmi di quei medici et dell'opinion loro intorno a queste materie.
Interrogatus se habbi mai lodato alcuno heretico o prìncipi heretici, poiché tanto tempo ha conversato con essi loro; de che li habbi lodati et qual sia stata la sua intentione in ciò;
Respondit: Io ho lodato molti heretici, et anco principi heretici; ma non li ho lodati come heretici, ma solamente per le virtù morali che loro havevano; nè li ho mai lodati come religiosi et pii, nè usato simil sorte di voce di religione. Et in particulare nel mio libro Della causa, principio et uno io lodo la Regina de Inghilterra et la nomino "diva", non per attributo di religione, ma per un certo epitheto che li antichi ancora solevano dare a prìncipi, et in Inghilterra, dove all'hora io mi ritrovava et composi quel libro, se suole dar questo titolo de "diva" alla Regina; et tanto più me indussi a nominarla cusì, perchè ella me conosceva, andando io continuamente co' l'ambasciator in corte. Et conosco di haver errato in lodare questa donna, essendo heretica, et massime attribuendoli la voce de "diva".
Interrogatus se habbi havuto conversatione con il Re di Navarra et confidato in lui, promettendosi da lui aiuto et favore;
Respondit: Io non conosco nè il Re di Navarra nè li suoi ministri, nè mai l'ho veduto; et di lui occorrendomene a parlar, ho detto che non lo tenevo per calvinista et heretico se non per necessità di regnare, chè, se non professasse l'heresie, non haveria chi lo seguitasse; dicendo di più, che speravo che, ottenendo lui pacifico il regno di Francia, haveria confirmati li ordini del Re passato, et io haveria havuto da lui quelli favori che io havevo havuti dal Re passato circa le lettioni publiche.
Interrogatus se, parlando del Re di Navarra, ha detto in particular che sperava gran cose da lui; et che il mondo haveva bisogno di molte riforme, inferendo che la religion christiana li piaceva ben si più delle altre, ma che haveva bisogno di gran riforma, et che non sapeva come il Signor Iddio sopportasse tante heresie de' catholici;
Respondit: Io non ho detto tal cosa; et quando ho lodato il Re di Navarra, io non l'ho lodato perchè fosse adherente alli heretici, ma per cause che ho dette di sopra, tenendo che egli non sia altramente heretico, ma che viva hereticalmente per desiderio di regnar. Et io non credo che siano heresie de' catholici.
Interrogatus se lui ha detto di voler esser capitanio et goder li thesori d'altri, et de chi habbi voluto intender,
Respondit: Io non mi riccordo di haver detto tal cosa, nè mai ho havuto desiderio di voler esser soldato, nè di voler far altra professione che di filosofo, et attender ad altre scientie.
Interrogatus se li occorre alcuna cosa intorno le depositioni da lui fatte, et vogli aggiongere o minuire cosa alcuna;
Respondit: A me non occorre dir altro et mi refferisco, intorno a questo, a quel che ho detto.
Ei dictum: Li errori et heresie da voi commesse et confessate sono pur tuttavia da voi hora abbracciate, overo le detestate?
Respondit: Tutti li errori che io ho commessi fino al presente giorno, pertinenti alla vita catholica et professione regulare, come io sono, et tutte le heresie che io ho tenute, et li dubii che ho avuti intorno alla fede catholica et alle cose determinate dalla santa Chiesa, hora io le detesto et abhorrisco, et ne sono pentito d'haver fatto, tenuto, detto, creduto o dubitato di cosa che non fosse catholica; et prego questo sacro Tribunale che, conoscendo le mie infirmità, vogli abbracciarmi nel gremio di santa Chiesa, provedendomi di remedii opportuni alla mia salute, usandomi misericordia.
Ei dictum: è necessario saper se altre volte sete stato inquisito o imputato di cose spettanti alla santa fede, in che loco, in che tempo, di che articuli, et che fine habbino poi havuti li processi fatti, et se mai havete abiurato alcuna heresia.
Respondit: Credo haver detto nel mio primo constituto che il mio maestro, quando era novitio, per mettermi terrore, fece una scrittura, perchè io havevo dato via alcune imagine de santi, che mi riccordo che erano di santa Catherina de Siena, et forsi de sant'Antonin, se ben mi riccordo, et retenuto solamente un crucifisso; et perchè havevo detto a un novitio, che leggeva la Historia delle sette alegrezze della Madonna, che cosa voleva legger quel libro, che era meglio che leggesse la Vita de' santi Padri o altro libro. Ma questa scrittura il detto maestro la stracciò poi anco l'istesso giorno; et per conto di queste cose non so che se ne sia fatto altro processo nè scrittura. Et credo d'haver anco detto che, prima ch'io andasse a Roma l'anno 1576, se ben mi ricordo, et che deposi l'habito et uscì dalla religione, il Provinciale fece processo contro di me sopra alcuni articuli, ch'io non so realmente sopra quali articuli, nè de che in particular; se non che me fu detto che si faceva processo contra di me di heresia, nel quale si trattava di questa cosa del novitiato et altro. Per il che dubitando di non esser messo preggione, me partì da Napoli et andai a Roma; et seguì poi quello che ho detto nelli altri mei constituti.
Subdens ad interrogationem: Io non saprei imaginarmi de che articuli mi processassero, se non è che, raggionando un giorno con Mont'Alcino, che era un frate del nostro ordine, lombardo, in presentia de alcuni altri padri, et dicendo egli che questi heretici erano ignoranti et che non havevano termini scholastici, diss'io che si bene non procedevano nelle loro dichiarationi scholasticamente, che dechiaravano però la loro intentione commodamente et come facevano li padri antichi della santa Chiesa, dando l'essempio della forma dell'heresie d'Ario, che gli scholastici dicono che intendeva la generatione del Figlio per atto di natura et non di volontà; il che medesmo si può dire con termini altro che scholastici, rifferiti da sant'Agustino, cioè che non è di medesma substantia il Figliuolo et il Padre, et che proceda come le creature dalla volontà sua. Onde saltorno quelli padri con dire che io deffendevo li heretici et che volevo che fossero dotti. Altro non so, nè mi posso imaginar che sia stato processato; et fuggì di Roma, perchè hebbi lettere da Napoli et fui avisato che, doppo la partita mia da Napoli,erano stati trovati certi libri delle opere di san Grisostomo et di san Hieronimo con li scholii di Erasmo scancellati, delli quali mi servivo occultamente; et li gettai nel necessario quando mi partì da Napoli, acciò non si trovassero, perchè erano libri suspesi per rispetto de detti scholii; se ben erano scancellati. Ma nè per questi processi, nè per altra cosa ho mai abiurato, nè privatamente nè publicamente; nè son mai stato avanti altro tribunale del Santo Offitio, se non questo.
Dicens ex se: Facilmente si potranno haver questi processi, perchè restorno imperfetti, et credo che fossero mandati all'hora al Procurator dell'ordine a Roma; nelli quali non credo manco che si trovarà cosa d'importantia.
Interrogatus che nome haveva esso constituto prima che entrasse nella religione et mentre che è stato in essa religione, et se doppo che è uscito ha sempre in tutti li luochi retenuto il nome che si chiama ora;
Respondit: Prima che entrasse nella religione, il mio nome era Filippo, et questo nome mi fu posto a battesmo; et nella religione ero domandato fra Iordano Bruno, il qual nome ho sempre retenuto doppo in tutti li luochi et tempi, eccetto che nel principio quando fuggì da Roma, che io ripigliai il nome de Filippo et con esso passai li monti.
Quibus habitis, cum hora esset tarda, fuit remissus ad locum suum, animo etc., cum monitione etc.
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