A parlare di ricerca si finisce per essere pesantemente retorici e banali: facciamo invece un viaggio pratico. È parte della ricerca formulare la domanda: visto il tempo natalizio, potremmo farci questa domanda: perché facciamo il presepe? Una domanda facile ma che ci mostra due cose: per trovare la risposta potremmo chiedere a qualche nonno ben informato o potremmo aprire un libro. Avremmo così imparato che esiste un modo (una strada) per trovare una risposta e che ci sono modi (strade) più affidabili di altri (provare per credere). Continuiamo l’esperimento: l’idea di fare il presepe venne a S. Francesco, nel 1223 a Greccio (Rieti) e fu un’idea innovativa perché era visiva: la gente poteva vedere la pagina sacra; in più poteva capire l’idea teologica di ‘Dio in mezzo a noi’ con una potenza straordinaria: dal momento che recitavano nel ‘presepe vivente’ di fatto impersonavano il racconto evangelico. Ma ecco l’inatteso (che è il sale di ogni buona ricerca): nei Vangeli canonici non c’è né il bue né l’asinello. Dunque potremmo farci una seconda domanda: da dove vengono? La strada dei libri ci fa scoprire che il bue e l’asinello sono nella tradizione dei vangeli apocrifi ed indicano rispettivamente il popolo ebraico e quello pagano. Se siamo curiosi possiamo farci la domanda: perché Francesco li inserisce? Che si fa ora? Le ipotesi sono come i salti che facciamo tentando di superare le buche che troviamo lungo la strada: non è detto né che riusciremo a superarle né che cadremo. Quella che ora leggerete è la mia ipotesi (magari diversa dalla vostra, in fondo fare ipotesi è cosa democratica) e non è cospirativa: inserendoli nella rappresentazione Francesco vuole sottolineare che Cristo è nato sì ebreo e sotto Roma ma è diverso da entrambi, è un’altra cosa. Cioè Francesco mette nel presepe ciò che sperimentò personalmente quando partì per l’Egitto per parlare a tu per tu col Saladino in persona: non pretendere di evangelizzare i musulmani cercando punti di contatto, ma vivendone la diversità, cosa che fece nello stesso periodo Federico II. Il bue e l’asinello sono dunque necessari: perché? Perché rispetto a loro il Bambinello appare del tutto diverso. Domanda finale di ogni ricerca: è questa la verità?
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