Basta vedere qualsiasi film: buoni e cattivi si distinguono usando la metafora ‘luce’ e ‘tenebre’. Ha cominciato Dio a far questo, gli ebrei hanno poi specificato che perfino Satana conserva una scheggia della luce di Dio, i cabalisti a spiegare che Lucifero è un’altra cosa, è il portatore di luce, Leonardo da Vinci a dire che Giuda era necessario a Cristo quanto lo erano gli altri apostoli. In Grecia Apollo è il dio che traina il
carro del Sole: a Roma le cose si complicano. L’imperatore Aureliano si fa rappresentare in effige dietro una moneta che ha nell’altra faccia il dio del Sole Invitto, cioè non sconfitto. Storicamente è accaduto questo: Roma è in lotta contro Palmira (Siria) e riesce a batterla provvidenzialmente perché un’altra città della Siria, Emesa, interviene. Ad Emesa c’erano sacerdoti del culto del Sole: Aureliano li porta a Roma e da lì fa continuare il culto solare di questo dio che l’imperatore Costantino chiamerà addirittura ‘compagno’. Il 25 dicembre era il ‘dies natalis’, la data in cui si festeggiava la ‘rinascita’ del Sole dopo il solstizio d’inverno (21 dicembre), cioè si festeggiava il ritorno nel cielo di una luce più forte e più duratura. Che esista una relazione tra il nostro Natale e il culto pagano del Sole ce lo testimonia Papa Leone I in persona (siamo nel 460 d.C.) il quale scrive rammaricato di tanti romani che prima di entrare a S. Pietro, inchinano la testa proprio in direzione del Sole, memori dell’antico culto. Siamo negli stessi anni in cui vive S. Agostino che tenta di spiegare che ‘Dio è la luce’ intendendo ‘quella che vede il cuore’ non gli occhi. È invece Luigi XIV, Borbone, che vuol far vedere il lusso e la potenza a chiunque: sposta la sua corte nella Reggia di Versailles e si autoproclama ‘Re Sole’; a lui che gridava ‘lo Stato sono io!’ risponderà anni dopo la ghigliottina dei rivoluzionari con un’idea nuova di Nazione. In ultimo, come non ricordare la fondazione dell’istituto Luce da parte di Mussolini, come organo di propaganda del fascismo, inteso questo proprio come ‘la luce’ contro le tenebre del mondo? Tutto questo per dire che la luce ha da sempre suggerito due accostamenti: uno con la religione e un altro con la politica. Col potere, cioè. Perciò dovremmo stare attenti quando i politici vogliono vendersi come diversi dagli altri (‘giorno e notte’) o pretendono che noi ci vendiamo (‘o con noi o contro di noi!’): perché la vita umana, come diceva Giordano Bruno, non è mai sola luce. Lo è la legge della natura e forse anche il vero amore.
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