martedì 10 luglio 2018

N. 42 - METAMORFOSI

BESTIARIO UMANO

Le Sirene sono il risultato di una metamorfosi, così come la Bestia nel film di Walt Disney: hanno cambiato forma rispetto a prima; oggi le mamme lo dicono quando parlano dei figli durante il periodo dell’adolescenza; a scuola lo si dice a proposito del rendimento di uno studente quando cambia drasticamente; in breve lo si usa per dire qualcosa che desta stupore, positivo o negativo che sia. È Dante che ci insegna che la meraviglia la si prova davanti a qualcosa che si scopre diverso da quello che era prima: Lucifero era il più bello degli angeli e diventa il più brutto di tutti. Gregor Samsa, nel racconto di Kafka, si sveglia una mattina e si trova trasformato in un immondo insetto. Che fare? La famiglia quando lo scopre ne rimane disgustata; un giorno mentre la sorella suona il violino esce dalla sua stanza per sentirla meglio: gli ospiti in salotto, pensionanti della casa, ne rimangono talmente disgustati che minacciano di non pagare più l’affitto. Il padre indice allora una riunione di famiglia: si deve trovare una soluzione prima di cadere in rovina. La soluzione la trova Gregor: si lascia morire di fame. Il racconto è serio: parla della metamorfosi dell’uomo contemporaneo che, costretto dalla società dei consumi, diventa altro; diventa alienato. Una metamorfosi standard per tutti che cancella la tua individualità, la tua specificità, la tua unicità. Si può così essere alienati sul posto di lavoro (vedi Charlot nella catena di montaggio) o nella società (vedi la Medea di Pasolini, straniera e maga, non accettata a Corinto) o nella tua stessa identità (vedi Freud). Solo le tartarughe Ninja, prodotto di una metamorfosi, si sono ritrovate a vivere bene nel loro nuovo corpo. Forse perché da animali si sono trasformati in uomini; chi ha subito il procedimento inverso lo ha trovato molto più fastidioso: vedi i compagni di Ulisse trasformati in porci da Circe, o Lucio trasformato in asino a causa del maldestro tentativo della serva Fotide. Mentre i primi possono solo grugnire, alla maniera di Pinocchio che comincia a ragliare, Lucio conserva tutto dell’uomo. Giordano Bruno, sveglio com’era, prende la palla al balzo e dice che ogni tipo di animale è stato prima un tipo uomo: il porco è stato un uomo avaro, il cane è stato un uomo che non capiva e sbraitava, le capre erano stati scambisti, le scimmie furono i parassiti, ecc. Ci sono pure i camaleonti: furono quelli che avevano desiderato il favore popolare e la lode degli uomini. Credo che almeno questo non valga più oggi: il trasformismo politico contemporaneo (fatto anche di botox e di plastica oltre che di casacca) è più vicino al travestitismo che alla metamorfosi.

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