lunedì 1 luglio 2019

N. 64- MUSEO

Il Museo, si sa, è il posto dal quale si ritorna con i piedi gonfi e un sacco di fotografie. Se poi si è andati in qualche Museo famoso, tipo il Louvre a Parigi, la definizione cambia: museo è il posto nel quale ci si accalca per fare la foto al quadro più importante. è il caso della Gioconda, che viene paparazzata continuamente, mentre, dalla parete di fronte, 'Le nozze di Cana' del Veronese non ce la fanno più a vedere le chiappe dei visitatori che, pur di riuscire a fare uno scatto all'icona, stanno tutti con le braccia alzate come avessero un mitra puntato alle spalle. Insomma, se anche il Museo come 'spazio' è un grande contenitore che custodisce le opere più significative dell'espressione umana, come 'luogo' è un casino. In fondo gli uomini del Seicento che vedevano un Caravaggio nella Chiesa per la quale era stato pensato, con la luce che è propria di quel luogo, intessevano un dialogo con il quadro che oggi è totalmente escluso: davanti a quel Caravaggio quegli uomini probabilmente accendevano un cero, o si inginocchiavano, o indirizzavano le loro preghiere. Il Museo dunque da un lato custodisce, preserva, garantisce la conservazione delle opere, dall'altro esclude quel rapporto di fruizione che ci fu un tempo. Per rimettere le cose in ordine, si potrebbe cominciare con l'entrare in un Museo per vedere solo poche opere, a patto poi che il 'vederle' non si riduca al solo 'guardarle'. Del resto, quando andiamo in una paninoteca, non compriamo mica tutti i panini; nè quando andiamo in biblioteca, chiediamo in prestito tutti i libri. Dovremmo perciò imparare a vedere certe opere in cambio di ricevere (magari dallo Stato) la possibilità di ritornare a vedere altro. Se anche possa sembrare una boutade, la questione è seria: di fronte alle opere, dovremmo innanzitutto imparare a meravigliarci. Inoltre, poiché ogni opera d'arte è oggi a portata di click, bisogna pur riconoscere che molti fanno foto in un Museo più per dire di esserci stati che per altro. Nonostante questo, io continuo a credere che la meraviglia per un capolavoro ci doni una meditata incapacità di restare a casa, anche d'inverno, anche se la destinazione è un piccolo museo di provincia.   

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