Partiamo dalla lingua Napoletana: la mano 'deritta' è la mano destra e la mano 'mancina' è quella del diavolo. Il motivo lo si trova nel Vangelo di Matteo che spiega che nel momento del giudizio, Cristo porrà "le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra". Detto altrimenti: alla destra ci vanno i giusti e alla sinistra i colpevoli. Succede così anche in inglese: 'right' è la destra, e anche 'il diritto'. Del resto i giusti stanno sulla 'diritta via', come ci ricorda bene Dante che si perde nella selva del peccato proprio perché "la diritta via" era smarrita. Così in italiano 'diritto' finisce per indicare tutto ciò che 'non è storto', laddove le storture possono essere sia fisiche che dell'anima. Ma andiamo avanti. Gesù, davanti a Pilato, dice di essere la verità e il governatore, chiesto cosa sia la verità, non attende risposta e se ne va. Questo perché la verità, per Pilato che è romano, è una cosa diversa dal mondo mediorientale: è qualcosa di 'ratificato', di stabilito dalla legge. 'Vero' è solo ciò che è 'dimostrabile in una sentenza', come ci spiega Cicerone, mostrandoci come si possono vincere pure le cause perse. E in effetti quando nel 27 dell'Inferno un diavolo reclama l'anima di Guido da Montefeltro, S. Francesco non può nulla, nonostante Guido avesse ricevuto l'assoluzione preventiva da parte di Papa Bonifacio VIII. Certo da quel momento l' 'assoluzione' è stata prevista sia nel diritto che nelle faccende religiose.
Eppure oggi quando parliamo di 'diritto' pensiamo solo al sistema delle leggi che permettono di condannare l'ingiustizia. Non è così: nel diritto è compreso anche il sistema di leggi che permette di 'accertare la verità' (usare o non usare le microspie, per esempio) e perfino la bussola per l'orientamento politico. Il Presidente Pertini parlava del 'diritto alla giustizia sociale', intendendo la legittima aspirazione alla realizzazione di una redistribuzione equanime della ricchezza tra i cittadini, o per assicurare pari opportunità al ricco come al meno fortunato. Dunque il diritto ha doppia faccia e per questo possiamo dire che senza il diritto non può esistere una società. E infatti ogni cittadino ha 'diritti' riconosciuti e 'doveri' richiesti. Ben presto ci si è chiesti se esistono 'diritti' dell'essere umano che esistono a prescindere dallo Stato. Sono nati così 'la Carta dei diritti dell'uomo' e anche la stessa Costituzione Italiana che mette la 'persona' al centro, prima dello Stato e dunque del cittadino. In fondo Antigone già ci aveva portato il dilemma tra 'leggi scritte' della società, stabilite dallo Stato, e 'leggi non scritte', divine, come quelle che pretendono la sepoltura dei morti o il salvataggio in mare. Ma in questi tempi, è bene ricordarsi della lezione di fra' Guglielmo ad Adso: troppo diritto, come troppa santità, genera mostri. Il mostro dei tempi di oggi è infatti cresciuto e si è diffuso: leggi, cavilli e vizi di forma hanno generato il mostro che si chiama 'sfiducia nella giustizia'.
“Quando il diritto non è la forza, è il male.”
O. Wilde
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