Facciamo finta di essere Italiani. Facciamo finta dunque di aver letto la nostra Costituzione e di averla capita. Facciamo finta di pretendere che qualsiasi straniero che voglia entrare nel nostro Paese risponda per bene su ogni articolo della nostra Carta, per dar prova di aver capito le regole del gioco del nostro Paese. Facciamo finta che uno straniero che ha superato questo test e un Italiano stiano parlando dell'articolo 2 e 3 della nostra Costituzione: sono articoli fondamentali, immodificabili, che si basano sui valori imprescindibili della Patria. La parola chiave di questi articoli è 'persona'. Come tu lettore saprai, in questi articoli la nostra Costituzione individua nella persona il cuore dello Stato, non nel cittadino, nel senso che per la Costituzione la persona viene prima dello Stato. La persona ha cioè diritti innati che vengono riconosciuti (e garantiti), non attribuiti dallo Stato: per esempio il diritto di voto è attribuito a tutti i cittadini, non a tutte le persone. Dalla persona deriva il concetto di 'personalità' che la Costituzione riconosce essere il luogo dove si manifesta la persona: qui pone il limite dell'azione (art.32) e si dà pure il compito di eliminare tutte quelle barriere (economiche e sociali) che “impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
Ora immaginiamo che l'occasione per la discussione tra lo straniero e l'Italiano sia data dalla manifestazione del Gay Pride che si terrà a Sorrento il 14 settembre: al bar del quartiere se ne sono sentite di cotte e di crude, nonostante l'app per cellulari Grindr (per incontri gay) dia prova che in quell'area ci sono molti gay che recitano la parte di fondamentalisti eterosessuali.
Immaginiamo che la discussione tra i due non proceda di palo in frasca ma si articoli tenendo bene in mente i principi della Costituzione di cui sopra, per la qual cosa al centro del discorso rimane sempre 'la persona umana': non un tipo di persona, né un'idea di individuo. I due arrivano presto a dire che 'persona umana' è qualcosa che si sviluppa, non è qualcosa di dato: è uno svilupparsi progressivo mediante un'adeguata cognizione del proprio io. Pertanto entrambi sono portati alla conclusione: in questo Paese c'è una barriera culturale, collettiva, sottile, che crede e diffonde l'idea che la 'persona umana' sia un dato di fatto, un prodotto della natura, stabilito e concluso e non un fatto umano. Non possono non riconoscere che questa barriera, eretta da uomini va proprio contro l'umanità.
Scoperto questo, anche se l'Italiano in questione è contro le carnevalate, contro le pose sguaiate, contro la maleducazione dissoluta; anche se lo straniero in questione è contro ogni assenza di tradizione e di religione, i due non si scandalizzeranno affatto della manifestazione. Magari non vi parteciperanno, ma sapranno che non c'è niente da ridere, perché entrambi hanno capito che ad ogni 'persona umana' bisogna chiedere e pretendere solo una cosa: responsabilità.
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