Giovedì prossimo partirà la terza edizione di BookSophia, il Festival della Classicità che si tiene in quel di Massa Lubrense. Nuovi ospiti, tante sorprese, stessa formula: lezioni aperte a chiunque, incontri con personalità del mondo della cultura e dell'istruzione, laboratori e mostre su 3 grandi radici dell'eredità classica.
"Dico 'eredità' classica, perché la parola 'patrimonio' sa troppo di ragioneria" spiega Domenico Palumbo, direttore del Festival "l'eredità impone innanzitutto la salvaguardia e poi la trasmissione alle generazioni future. Quale eredità? Quella del mondo antico, la 'xenìa', la 'paideia' e la 'sophia' dal mondo greco, la 'lex' dal mondo latino, il 'libro' dal mondo medioevale. La 'xenìa' è il dovere dell'ospitalità, la 'sophia' è il 'saper fare' e non la posa da intellettuale, la 'paideia' è l'educazione dei ragazzi, che vuol dire innanzitutto 'educazione ad essere cittadini'; la 'lex' è la legge, ciò che rende l'uomo pari all'altro; il 'libro' è ciò che ha costruito l'Europa. Proprio quest'ultima parola l'abbiamo voluta rendere in inglese, perché il messaggio non è invitare a ritornare ad un passato che non c'è più, bensì di lasciare il passato lì dov'è, di approfondire la sua diversità, per muoversi poi da quella complessità a questa nostra, contemporanea e globale. Solo così la 'xenìa' diventa 'etica della tolleranza', la 'paideia' educazione all'umanità, la 'sophia' diventa 'mezzo del sapere', la 'lex' 'teoresi dell'uguaglianza', il 'book' 'dialogo aperto'. Fare innamorare i nostri ragazzi del sapere è il lavoro di ogni insegnante: BookSophia si pone il medesimo obiettivo, far innamorare i ragazzi".
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