Ai miei studenti racconto sempre una storia. Siamo nel Medioevo, un periodo che loro non conoscono affatto poiché vengono dal Paese del Far West di qualche secolo fa: per loro il Medioevo assomiglia a Gotham City.
Far capire loro le guerre tra Papa e Imperatore è un po' una scommessa: spesso lo immaginano come le primarie della politica. Allora gli racconto la storia di Guglielmo da Ockham, il filosofo del XIII secolo che è servito da modello a Umberto Eco per il suo Guglielmo da Baskerville. Accusato di eresia dal Cancelliere dell'università di Oxford, Guglielmo se ne va ad Avignone per sfuggire a Papa Giovanni XXII che lo aveva scomunicato. Scrive all'Imperatore Ludovico in questi termini: 'tu difendi me con la spada, io difendo te con l'inchiostro". Così nasce la modernità. Con l'inchiostro. E nasce con l'inchiostro perché nel Medioevo oltre alla spada (dell'imperatore) e alla mitra (del Papa) c'è il libro: quelli del diritto e quelli della fede, ovvero le fonti da cui deriva il potere del Papa e dello stesso Imperatore. Gruppi di chierici 'vaganti' (l'equivalente dei nostri studenti che vanno all'estero) venivano in Italia, a Bologna, a Napoli, per studiare i codici. Nel libro c'erano le risposte, ma anche le domande giuste. Colombo scrive le lettere dal 'nuovo mondo' dicendo che non ha trovato nessuno delle strane creature di cui si raccontava; Lorenzo Valla mostra che la donazione dei territori del Vaticano alla chiesa da parte dell'imperatore Costantino è un falso storico; Machiavelli fonda la ragion di Stato, Beccaria la necessità della coerenza legislativa; ognuno di loro con l'inchiostro. A cambiare il mondo è stato un libricino di 50 pagine (di Copernico), un foglio di 90 righi (Lutero), un idillio di Leopardi, una lattera d'amore scritta da un uomo ad una donna. A volte non si scrive con l'inchiostro, anche se si lascia comunque un segno: ha cambiato il mondo un'aria di Puccini, una sinfonia di Mozart, una canzone di John Lennon; o un quadro di Leonardo, una scultura di Michelangelo o una serigrafia di Andy Warhol. Insomma l'inchiostro è un'altra parola per dire 'fare'. Che è il verbo più autentico per dire l'uomo. Forse allora dobbiamo rileggere il primo articolo della nostra Costituzione in questo modo qui: la Repubblica Italiana è fondata sul fare. Sul muovere il culo, insomma.
Far capire loro le guerre tra Papa e Imperatore è un po' una scommessa: spesso lo immaginano come le primarie della politica. Allora gli racconto la storia di Guglielmo da Ockham, il filosofo del XIII secolo che è servito da modello a Umberto Eco per il suo Guglielmo da Baskerville. Accusato di eresia dal Cancelliere dell'università di Oxford, Guglielmo se ne va ad Avignone per sfuggire a Papa Giovanni XXII che lo aveva scomunicato. Scrive all'Imperatore Ludovico in questi termini: 'tu difendi me con la spada, io difendo te con l'inchiostro". Così nasce la modernità. Con l'inchiostro. E nasce con l'inchiostro perché nel Medioevo oltre alla spada (dell'imperatore) e alla mitra (del Papa) c'è il libro: quelli del diritto e quelli della fede, ovvero le fonti da cui deriva il potere del Papa e dello stesso Imperatore. Gruppi di chierici 'vaganti' (l'equivalente dei nostri studenti che vanno all'estero) venivano in Italia, a Bologna, a Napoli, per studiare i codici. Nel libro c'erano le risposte, ma anche le domande giuste. Colombo scrive le lettere dal 'nuovo mondo' dicendo che non ha trovato nessuno delle strane creature di cui si raccontava; Lorenzo Valla mostra che la donazione dei territori del Vaticano alla chiesa da parte dell'imperatore Costantino è un falso storico; Machiavelli fonda la ragion di Stato, Beccaria la necessità della coerenza legislativa; ognuno di loro con l'inchiostro. A cambiare il mondo è stato un libricino di 50 pagine (di Copernico), un foglio di 90 righi (Lutero), un idillio di Leopardi, una lattera d'amore scritta da un uomo ad una donna. A volte non si scrive con l'inchiostro, anche se si lascia comunque un segno: ha cambiato il mondo un'aria di Puccini, una sinfonia di Mozart, una canzone di John Lennon; o un quadro di Leonardo, una scultura di Michelangelo o una serigrafia di Andy Warhol. Insomma l'inchiostro è un'altra parola per dire 'fare'. Che è il verbo più autentico per dire l'uomo. Forse allora dobbiamo rileggere il primo articolo della nostra Costituzione in questo modo qui: la Repubblica Italiana è fondata sul fare. Sul muovere il culo, insomma.
L'inchiostro sa quante frasi nascondono i silenzi. (Caparezza)