lunedì 10 febbraio 2020

N. 80 - INCHIOSTRO

L'INCHIOSTRO FA.
Ai miei studenti racconto sempre una storia. Siamo nel Medioevo, un periodo che loro non conoscono affatto poiché vengono dal Paese del Far West di qualche secolo fa: per loro il Medioevo assomiglia a Gotham City.
Far capire loro le guerre tra Papa e Imperatore è un po' una scommessa: spesso lo immaginano come le primarie della politica. Allora gli racconto la storia di Guglielmo da Ockham, il filosofo del XIII secolo che è servito da modello a Umberto Eco per il suo Guglielmo da Baskerville. Accusato di eresia dal Cancelliere dell'università di Oxford, Guglielmo se ne va ad Avignone per sfuggire a Papa Giovanni XXII che lo aveva scomunicato. Scrive all'Imperatore Ludovico in questi termini: 'tu difendi me con la spada, io difendo te con l'inchiostro". Così nasce la modernità. Con l'inchiostro. E nasce con l'inchiostro perché nel Medioevo oltre alla spada (dell'imperatore) e alla mitra (del Papa) c'è il libro: quelli del diritto e quelli della fede, ovvero le fonti da cui deriva il potere del Papa e dello stesso Imperatore. Gruppi di chierici 'vaganti' (l'equivalente dei nostri studenti che vanno all'estero) venivano in Italia, a Bologna, a Napoli, per studiare i codici. Nel libro c'erano le risposte, ma anche le domande giuste. Colombo scrive le lettere dal 'nuovo mondo' dicendo che non ha trovato nessuno delle strane creature di cui si raccontava; Lorenzo Valla mostra che la donazione dei territori del Vaticano alla chiesa da parte dell'imperatore Costantino è un falso storico; Machiavelli fonda la ragion di Stato, Beccaria la necessità della coerenza legislativa; ognuno di loro con l'inchiostro. A cambiare il mondo è stato un libricino di 50 pagine (di Copernico), un foglio di 90 righi (Lutero), un idillio di Leopardi, una lattera d'amore scritta da un uomo ad una donna. A volte non si scrive con l'inchiostro, anche se si lascia comunque un segno: ha cambiato il mondo un'aria di Puccini, una sinfonia di Mozart, una canzone di John Lennon; o un quadro di Leonardo, una scultura di Michelangelo o una serigrafia di Andy Warhol. Insomma l'inchiostro è un'altra parola per dire 'fare'. Che è il verbo più autentico per dire l'uomo. Forse allora dobbiamo rileggere il primo articolo della nostra Costituzione in questo modo qui: la Repubblica Italiana è fondata sul fare. Sul muovere il culo, insomma.  

L'inchiostro sa quante frasi nascondono i silenzi. (Caparezza)