venerdì 13 marzo 2020

Il calendario del mistico viaggio dantesco

- SELVA: Notte del 7 aprile 1300, Giovedì Santo:
"Allor fu la paura un poco queta
che nel lago del cor m'era durata
la notte ch'io passai con tanta pieta" (Inf., I, 19-21)

- Mattino dell'8 aprile, Venerdì Santo:
"Temp'era dal principio del mattino,
e 'l sol montava 'n su con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'Amor divino
mosse di prima quelle cose belle;" (Inf., I, 37-40)

- Sera dell'8 aprile, Venerdì Santo:
"Lo giorno se n'andava e l'aere bruno
toglieva gli animai che sono in terra
da le fatiche loro; e io sol uno" (Inf. II, 1-3)

Dante si avvia verso l'Inferno all'imbrunire dell'8 aprile (Venerdì Santo), secondo il meridiano di Gerusalemme.

INFERNO: Mattino del 9 aprile, Sabato Santo:
"Levati su, disse 'l maestro, in piede:
la via è lunga e 'l cammino è malvagio,
e già il sole a mezza terza riede" (Inf. XXXIV, 94-96)

Sera del 9 aprile, Sabato Santo:
"Ma la notte risurge, e ormai
è da partir, chè tutto avem veduto" (Inf. XXXIV, 68-69)

Dante giunge in Purgatorio all'alba del 10 aprile (Domenica di Pasqua), secondo il meridiano del Purgatorio

PURGATORIO: Alba del 10 aprile, Domenica di Pasqua:
"L'alba vinceva l'ora mattutina
che fuggia innanzi, sì che di lontano
conobbi il tremolar de la marina" (Purgat., I, 115-117)

Mattino dell'11 aprile, Lunedì di Pasqua:
"Da lato m'era solo il mio conforto
e 'ls ole er'alto già più che due ore,
e 'l viso m'era a la marina torto" (Purg., IX, 43-45)

Mattino del 12 aprile, Martedì di Pasqua:
"Su mi levai, e tutti eran già pieni
de l'alto dì i giron del sacro monte,
e andavam col sol novo a le reni" (Purg., XIX, 37-39)

Alba del 13 aprile, Mercoledì di Pasqua:
"E già per li splendori antelucani,
che tanto a' pellegrin surgon più grati,
quando tornando, albergan men lontani,
le tenebre fuggian da tutti latu,
e 'l sonno mio con esse; ond'io leva'mi,
veggendo i gran maestri già levati" (Purg., XXVII, 109-113)

Mezzogiorno del 13 aprile, Mercoledì di Pasqua:
"E più corusco e con più lenti passi
teneva il sole il cerchio di merigge,
che qua e là, come li aspetti, fassi" (Purg., XXXIII, 103-105)

Dante sale in Paradiso a mezzogiorno del 13 aprile (Mercoledì di Pasqua), secondo il meridiano del Purgatorio.

PARADISO: Poco dopo il mezzogiorno del 13 aprile, Mercoledì di Pasqua:
"Fatto avea di là mane e di qua sera
tal foce quasi, e tutto era là bianco
quello emisperio, e l'altra parte nera" (Par., I, 43-45)

Mezzogiorno del 14 aprile, Giovedì di Pasqua:
"DE più mi fora discoverto il sito
di questa aiuola; ma 'l sol procedea
sotto i mie' piedi un segno e più partito" (Par., XVII, 84-87)

Dante termina il mistico viaggio a mezzogiorno del 14 aprile (Giovedì di Pasqua) secondo il meridiano del Purgatorio.