L'iscrizione romana dell'Abbazia di Crapolla è un'epigrafe marmorea di cui esiste memoria anche nel manoscritto che descrive la Santa Visita del vescovo Ludovico Agnello Anastasio del 1754, il quale dice che tale epigrafe si trovava sul pavimento della Chiesa.
Essa appare scritta su due colonne:
D M
Q Agellio
Antonino
Q Agellius
Primi Genius
Fratri Dulcissimo
Si legge così:
D(iis) M(anibus) (sacrum)
Q. Agellio
Antonino.
Q. Agellius
Primigenius
fratri dulcissimo.
Tradotta:
Sacro agli dèi Mani.
A Quinto Agellio Antonino.
Quinto Agellio Primigenio
dedicò al fratello dolcissimo.
La datazione è stata stabilita tra la fine del II e il pieno III secolo d.C.
Per quanto riguarda le evidenze archeologiche nel sito, non si ha notizia di una necropoli romana nelle vicinanze dell'Abbazia di Crapolla o sotto i suoi ruderi.
La storia locale vede nel sito:
- un tempio dedicato a Giunone oppure ad Apollo (Russo), facendo derivare il toponimo 'Crapolla' da 'Akron Apollonos'
- "un tempio magnifico (...) grandiose colonne di marmo in due ordini e mosaico pavimentale, e pareti rivestite da marmo" (Maldacea)
- tempio dedicato a Minerva e l'esistenza di "8 colonne di marmo e granito" (Beloch)
- un villa romana, per l'otium, con terme e discesa a mare (Filangieri)
Attualmente i materiali di spoglio presenti sul sito sono:
- 2 plinti di colonne in marmo su base quadrata
- 1 piccolo canale o conduttura
- 3 pezzi di colonna in granito, uno dei quali a Marina del Cantone
- 5 colonne di marmo, una delle quali ancora incastrata verticalmente
- 1 frammento di capitello, riutilizzato come acquasantiera