Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 muore Dante, a Ravenna. Di ritorno da un'ambasceria contrasse la malaria attraversando le Valli di Comacchio. Aveva 56 anni. Fu sepolto in un'arca presso il tempio di San Pier Maggiore, che poi si chiamò di San Francesco. Grazie al marketing di Boccaccio, i fiorentini riscoprirono Dante e richiesero più volte a Ravenna le ceneri del loro poeta, ma invano. Per impedire che si fregassero le ossa, i frati francescani di Ravenna nascosero il sepolcro in un luogo segreto. Nel 1865 un muratore scoprì il luogo per puro caso. Questa l'epigrafe: "I diritti della monarchia, i cieli e le acque di Flegetonte [gli inferi] visitando cantai finché vollero i miei destini mortali. Poiché però la mia anima andò ospite in luoghi migliori, ed ancor più beata raggiunse tra le stelle il suo Creatore, qui sto racchiuso, [io] Dante, esule dalla patria terra, cui generò Firenze, madre di poco amore".
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