sabato 13 febbraio 2021
N. 104 - ACQUA
CON L'ACQUA NON SI SCHERZA.Con l'acqua ci si cura. Così come i medici ci raccomandano di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, i religiosi, amministrando il battesimo, purificano l'anima dal peccato originale attraverso l'acqua. Del resto fu l'acqua del diluvio universale a purificare l'umanità tutta, condannando a morte i rei e salvando la discendenza del giusto, di Noè. Quando Gesù, secondo i Vangeli, si fa battezzare da Giovanni Battista, dà compimento alla profezia che quegli stesso aveva fatto, gridando nel deserto: 'io vi ho battezzato con l'acqua, ma colui che verrà dopo di me vi battezzerà in spirito'. Ed è infatti ancora l'acqua che ritroviamo in due episodi cruciali della narrazione vangelica: durante le nozze di Cana e nell'ultima cena. Nel primo episodio Gesù è ad un matrimonio, tra gli invitati c'è pure Maria la quale dice al figlio: 'Non hanno vino'; il figlio risponde in malo modo, ma solo in apparenza perché la concordanza del vino col sangue sarà esplicitata proprio durante l'ultima cena. La trasformazione dell'acqua in vino è significativa non solo per il simbolismo in essa contenuta, ma per il richiamo biblico (almeno secondo me): le nozze a cui partecipa Gesù con Maria rinsaldano quel matrimonio tra la natura e Dio che si era spezzato col peccato originale. Ricordate le parole di Dio ai progenitori? "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato": separazione tra gli uomini; "il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato"; separazione tra uomo e animale; "il Signore Iddio lo scacciò dal giardino di Eden": separazione tra Dio e l'uomo. Che l'acqua stessa sia simbolo di Cristo che rinnova il legame matrimoniale tra le creature e Dio ce lo dice pure l'episodio con la donna samaritana narrato da Giovanni. Lei gli chiede di avere "l'acqua viva" di cui le aveva appena parlato, "l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna". Dante, che di teologia se ne intende assai, distribuisce i 4 elementi naturali (acqua, aria, terra e fuoco) in maniera escatologica. Sapeva (come lo sapevano tutti i medievali!) che la terra era tonda e, seguendo l'arabo Averroè, credeva che una parte del globo fosse coperta solo d'acqua. Nella Commedia ci dice che la terra, per non toccare Lucifero che stava cadendo dai cieli, si ritrasse: così al centro della terra è conficcato Lucifero, sopra alla sua testa c'è la voragine dell'Inferno (sotto ai nostri piedi, ndr) e dall'altra parte del mondo, al di sopra delle sue gambe, c'è una enorme distesa d'acqua e la sola montagna emersa del Purgatorio. Che cosa vuol dirci Dante? Che il male è una realtà fisica presente in questo mondo e che pure il Purgatorio è cosa fisica, benché non possa essere raggiunto in nave attraversando le colonne d'Ercole anzi, chi ci ha provato, come Ulisse, ha fatto una brutta fine. Quando Dante arriva alla spiaggia del Purgatorio compie un rito di purificazione: è il romano Catone a dirgli di lavarsi la faccia e di cingersi con un giunco. Sarà ancora l'acqua ad essere protagonista in cima al Purgatorio quando Dante, al cospetto di Beatrice riceve il battesimo di tutta la persona. A tal proposito ce ne sarebbe di che parlare, ma per questioni di spazio devo farla breve. E voglio chiudere così: se il greco Talete, nel VII sec. a.C. immaginava che la radice di ogni cosa fosse l'acqua, i tanti ragazzi di Amref, associazione no profit che scava pozzi in Africa, ci ricordano che l'acqua è un lusso e che in certe parti del nostro mondo la sua mancanza spesso condanna il futuro di un bambino.
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