ORIZZONTI LARGHI.
"Il nostro tempo": questa è stata la risposta della mia collega americana alla domanda "come spiego la parola 'ora'"? A cui è seguito questo dialogo:
- non è banale dire che la nostra contemporaneità è ossessionata dal tempo?
- anche se lo è, le cose stanno proprio così. Noi siamo ossessionati dal non perdere tempo, dal non lasciarci sfuggire un'occasione, dal saper cogliere il momento più opportuno.
- ma stai parlando da americana o da occidentale?
- è davvero diverso? (ride) so poco del mondo orientale per poter azzardare una risposta netta; so invece che cosa chiediamo ai nostri ragazzi in America, di essere efficienti, di non distrarsi, di sapere bene quali sono gli obiettivi da raggiungere e gli ostacoli da superare. Se ci pensi, quello che la scuola fa è dare informazioni scientificamente valide affinché chi le sappia non sia costretto a perdere tempo per riscoprirle da sé. A questo serve sapere: a non dover perdere tempo a ricercare quello che altri hanno già trovato, spiegato e fatto comprendere.
- anche a prezzo che i nostri ragazzi non sanno più lavorare insieme?
- questo è un vulnus che da insegnanti dobbiamo saper colmare, ma solo perché sappiamo che le aziende vogliono persone capaci di lavorare insieme. Capirai da solo che se per qualche studente lavorare in gruppo è un vantaggio, per qualcun altro è letteralmente un 'perdere tempo': per questo, proprio per non far perdere tempo a chi ha talento, da noi un teenager può essere ammesso all'università se ha le capacità per superare i test.
- Si potrebbe dire così allora, che da voi 'perdere tempo' è il peccato peggiore.
- esattamente.
- credi che da noi sia diverso?
- c'è lo stereotipo che in Italia si perda tempo, e specialmente al Sud; è ovvio che non tutti siano così, ma è altrettanto ovvio ricordare che per ogni persona che si gode la vita senza darsi pensiero di niente c'è un'altra che paga per lui e si dà da fare. Una cosa che avete sotteso molto bene nella vostra Costituzione, quando dite che l'Italia è fondata sul lavoro, cioè sul darsi da fare.
- tu sai che per me la vera ricchezza si misura sulla quantità del proprio tempo libero e non sulla larghezza del portafogli; mi chiedo allora se tutto quello che stai dicendo non confermi che la contemporaneità ci sta spingendo ad essere tutti narcisisti...
- L'America è riuscita ad esportare ovunque il sogno di cambiare la vita e diventare ricchi; il narcisismo è solo una conseguenza dell'esser consumatori, del fatto che siamo spinti ad acquistare cose di cui il più delle volte non abbiamo affatto bisogno e che usiamo per metterci in mostra e ricevere godimento.
- ma anche del latino e del greco antico si dice questo, della filosofia come della letteratura; io credo che non bisogna accontentarsi del presente e che le 'humanities' insegnano proprio questo, a dilatare il tempo.
- Sai che sono d'accordo, ma oggi compariamo l'uomo alle macchine, per cui chiediamo ai futuri lavoratori abilità tecniche altamente specializzate; non chiediamo loro di essere futuri uomini e donne felici, futuri mariti e mogli, futuri genitori.
- ovvio, perché per essere tali bisogna avere una visione del tempo più larga.
- esatto. oltre al 'carpe diem' c'è bisogno di chiedersi anche 'quanta vita metto in un'ora?'
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