venerdì 7 gennaio 2022

Petrarca, fake news e politica.

Vienna. Cattedrale di Santo Stefano. Tra il 1358 e il 1359; il duca Rodolfo IV, per reagire all’esclusione della sua famiglia dal gruppo dei prìncipi elettori nella bolla d’oro del 1356, orchestrò la più famosa opera di contraffazione della storia austriaca. Commissionò la redazione del «Privilegium maius», una falsa pergamena corredata da cinque testi altrettanto fasulli che dovevano essere attribuiti a Giulio Cesare e a Nerone. L’obiettivo era preciso: con l’aiuto delle vecchie pergamene, Rodolfo IV mirava a far salire di rango gli Asburgo e a ottenere una maggiore indipendenza dell’Austria dal Sacro Romano Impero Germanico. Ci pensò Francesco Petrarca a smascherare il raggiro; chiamato in qualità di perito dall’imperatore Carlo IV che voleva chiarezza sulla vicenda, il poeta dimostrò che il documento era smaccatamente falso. Carlo IV non confermò la validità del «Privilegium maius» e mantenne gli Asburgo al loro posto. Tuttavia, cento anni dopo, l’imperatore Federico III, che apparteneva anche lui al casato degli Asburgo, lo considerò di nuovo come autentico, malgrado la perizia di Petrarca.

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