lunedì 28 febbraio 2022

N.127 - ONDA

 CI SONO ATTIMI E ATTIMI.


Bartleboom è un personaggio di Oceanomare, libro del 1993 di Alessandro Baricco. Convinto dalla zia a smettere di cercare la donna ideale, se ne va in cura presso la Locanda Almayer, lì dove altri personaggi (la giovane Elisewin, il pittore Plasson, Madame Deverià, Padre Pluche) fanno dell'incontro col mare un'esperienza terapeutica. A Bartebloom interessa capire il concetto di limite per cui se ne va di continuo sulla spiaggia a guardare le onde. C'è una relazione forte tra il suo stato interiore e quello che vede riflesso nell'andirivieni dei flutti. Nell'onda che raggiunge la spiaggia e che scompare nella sabbia, nell'unicità di ogni singola onda che viene continuamente creata e distrutta dal mare, il professore vede l'immagine della vita tutta. E in particolare della sua. Su quella spiaggia lui aspettava di vedere un'onda e in realtà era in attesa di altro, che arrivasse qualcosa a dirgli dove indirizzare la sua vita. Sergio Bambaren su questo scrive un libro intero, 'L'onda perfetta': "troverai il vero scopo della tua vita il giorno in cui cavalcherai l'onda perfetta". Alla fine del libro scopriamo qual è quest'onda perfetta: dare un senso a ogni istante. D'Annunzio scrisse una poesia sull'onda che è proprio un inno all'istante, alla fuggevolezza dell'attimo: "creatura viva /che gode/ del suo mistero/ fugace". Per quanto l'invito a trovare nell'attimo il momento perfetto ricordi più il professor Keating dell'Attimo fuggente che il 'carpe diem' oraziano, la domanda su come dirigere la propria vita resta. Italo Svevo ci consegna un esempio di cosa vuol dire credere di valere meno degli altri. Zeno Contini  prova un costante senso di inadeguatezza e di inettitudine in ogni aspetto della sua vita. Un esempio: è alla disperata ricerca di una moglie e quando conosce le 4 figlie di un uomo d'affari ci prova con 3 di loro; solo una non lo respinge - quella che non gli piaceva affatto - e seppure la sposa, poco dopo la tradisce. Volete sapere come va a finire la storia di Bartleboom? Sua zia gli sceglie la fidanzata, lui comincia pure a frequentarla ma poco dopo si innamora di Anna, una pittrice, poi di sua sorella Elisabetta, che fa la pianista. Indeciso tra tutte e tre, alla fine rinuncia a sposarsi. Ve lo siete mai chiesti come si fa a scegliere? Arriva per tutti l'onda perfetta che porta un senso e una direzione alla vita? Questa domanda fu rinvolta a Vasco Rossi e lui rispose che solo quando ci giriamo indietro a guardare le tappe della nostra vita riusciamo a trovare un filo che le lega tutte in una direzione precisa. Steve Jobs diceva il contrario, diceva che le cose della vita si guardano verso il domani perché la fraccia del tempo va verso il futuro, e allora l'unica cosa di cui essere sicuri è questa, che se hai imparato qualcosa, quel qualcosa ti servirà.
Sto leggendo un libro di Donna Tartt, Premio Pulitzer per la Narrativa (2014): non avevo scelto di leggerlo, non sono sicuro di finirlo. Che c'entra col discorso? Nulla. Oppure sì. Giudicate voi se dar ragione a Vasco Rossi o a Steve Jobs.
 
"troverai il vero scopo della tua vita il giorno in cui cavalcherai l'onda perfetta"
S. Bambaren

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