venerdì 26 gennaio 2024

Massa Lubrense, 1804-1815

Nel 1804 nuova guerra scoppiava tra l'Inghilterra e la Francia, mentre Napoleone proclamatosi Imperatore dei Francesi, scendeva in Italia a cingere la corona di ferro. Sebbene cessate le ostilità col Regno di Napoli, non cessavano i timori ed i preparativi di Ferdinando IV, tanto più che era tornato in Puglia un presidio francese, che era andato via dopo il trattato d' Amiens. Non poche misure di sicurezza furono prese a Massa in quest'epoca: vi fu istituita una guardia litoranea detta Cordone marittimo, con posti di militari e di paesani nei vari luoghi della costa.
Tale guarnigione era comandata dal capitano Baldi e dall'alfiere Vitale, sotto la direzione del Governatore Giannattasio, che n'ebbe molta lode. D'altra parte con un editto del 1° gennaio 1804 era stato proibito il porto d' arme. Il Governatore di Massa però potette ottenere una deroga di tal divieto per i padroni di barche, a causa dei pirati che infestavano i mari, ed a condizione che quelli depositassero le armi, appena sbarcati, in luogo pubblico sotto la custodia di esso Governatore.
L'anno dopo scoppiava nuovamente la guerra con l'Impero Francese, poiché non ostante i trionfi di Napoleone, il Re di Napoli il 26 ottobre 1805 sottoscriveva nuovo trattato d'alleanza con l'Austria e con la Russia; ed un presidio russo sbarcava a Castellamare il 19 novembre. Ma l'esercito francese comandato dal Massena avanzava vittorioso. Il Re di Napoli, come al solito, fuggì a Palermo il 23 gennaio 1806; e il 16 febbraio le insegne del Bonaparte facevano ingresso nella capitale. Ben presto tutti i dintorni furono occupati dai conquistatori, e cosi lo furono Massa e l'isola di Capri. Ma trascorsi pochi mesi, mentre Giuseppe Bonaparte, creato Re di Napoli da suo fratello Napoleone, veniva a prender possesso del trono, gli Inglesi alleati di S. M. Siciliana presero d'assalto Capri il 12 maggio, catturando il presidio francese che era comandato dal capitano Chervet.
Gli Inglesi occuparono l'isola in nome del Borbone, e la fortificarono sotto la direzione di quell'Hudson Lowe che sette anni dopo doveva essere il custode del gran Napoleone nell'esilio di S. Elena. I prigionieri, in numero di 195, furono subito dopo sbarcati a Massa.
Gli Inglesi quindi tentarono di prendere anche questa città, ma vennero respinti dai soldati dell' Impero. E cosi pure furono respinti con perdite in un tentativo di sbarco operato a Meta il 31 agosto. Comandava la penisola sorrentina in quest'epoca il Comandante Monglas. Si ripetettero l' anno dopo le molestie degli anglo-siculi: nei primi d'agosto del 1807, una flottiglia siciliana operò uno sbarco a Massa, ed il 1 4 dello stesso mese ancora si vedevano quelle navi bordeggiare nelle Bocche di Capri.
Ancora un altro tentativo facevano gli Inglesi contro Massa nel 1808, ed avevano a tal uopo corrispondenza segreta con cinque persone dimoranti in questa città. Scoperti, costoro furono subito giudicati e condannati a morte; e furono quindi afforcati il 1° maggio di quell'anno nella via dell'Arco, ai piedi del Torrione, ove poi la civica pietà fece sorgere la Croce che tuttora si vede. Erano questi, Bartolomeo Cozzolino di Napoli , Giovanni Buono d'Ischia, Natale Celiano di Procida, Raimondo Iovine di Napoli, ed Alessandro di Majo di Piano di Sorrento, abitante in Massa. Dopo l'esecuzione, i cadaveri dei primi quattro furono sepolti nella capp. Vinaccia nella Cattedrale, e quello del di Majo fu arso sopra il Castello.

Ben due volte tentò Giuseppe dal suo canto impadronirsi di Capri, ma invano. Passato lui a reggere il trono di Spagna, fu eletto Re di Napoli, con decreto dell'Imperatore del 15 luglio 1808, Gioacchino Murat. Appena giunto il 6 settembre, il nuovo re maturò il disegno di iniziare il suo regno con qualche brillante azione militare, e pensò alla conquista di Capri, di dove gli Inglesi spiavano la capitale del suo Reame. Approntata segretamente la spedizione, composta di piccoli navigli con soldati francesi e napoletani, ne affidò il comando al generai Lamarque. La notte del 3 ottobre parti la spedizione dal porto di Napoli. Due attacchi dalla parte di oriente ne dissimulavano un terzo, verso Anacapri, che fu il vero. Cinquecento uomini con grandi difficoltà raggiunsero quella borgata, e dopo breve assedio ne espugnarono il forte ( 5 ott.). Ma continuando ostinata nei giorni seguenti la resistenza degli Inglesi nella parte orientale dell'isola, il Re, impaziente di vedere con i propri occhi come si svolgesse quell'azione, si recò a Massa il 14, per via di terra, e di là alla punta della Campanella, luogo il più prossimo all'isola. A Massa è noto che il Murat abbia pernottato al palazzo Barretta, e recatosi quindi all'Annunziata sia stato ospitato da D. Andrea Rossi nella sua villa, dalla quale assai bene si abbraccia il panorama di Capri. Finalmente il Lowe, dopo inutile resistenza, inalberò la bandiera di pace il 17 ottobre. E il giorno stesso, nella medesima villa Rossi, Re Gioacchino sottoscrisse la capitolazione; e la sera ritornò a Napoli. 
Fin dal 1807 i Francesi pensarono di fortificare il territorio di Massa, a causa del vicino e forte presidio inglese di Capri. Furono occupate e fortificate le antiche torri: un presidio fu insediato a S. Agata, ed un altro a Nerano , come appare dai mandati di pagamento, che i Comandanti francesi facevano al Sindaco di Massa, il quale era obbligato a fornire a quei presidii i viveri, e tutto ciò che loro occorresse , a spese del Comune. Fortificazioni furon fatte principalmente alla Campanella, e vi fu collocata una batteria di cannoni. Altro presidio fu installato nel 18u alla Marina ; ed a questo scopo il Capitano Sella, Comandante del Genio della Penisola Sorrentina, e il Sindaco di Massa, Rossi, il 2 gennaio di quell'anno, prendevano in fitto in quel luogo parecchie case, per alloggio di soldati e magazzini di munizioni. In quest' epoca il presidio francese di Massa disponeva di 51 letti. Ma ravvivata la guerra nel r 8 I 5, e giunto l' esercito tedesco, dopo la vittoria di Mignano, alle porte di Napoli, Gioacchino addivenne al trattato di Casalanza il 20 maggio, e la sera stessa parti in incognito verso Pozzuoli, di dove sopra piccola nave passò ad Ischia , e di qui il 22 s'imbarcò per la Francia ; mentre il 23 entrava in Napoli D. Leopoldo di Borbone. E cosi ancora una volta tornava a regnare su queste terre il vecchio Ferdinando IV.

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